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Cibo al cane come premio: sì o no?

Vi sarà certamente capitato di vedere un cane in fase di addestramento premiato con un bocconcino o croccantino.

Si tratta in effetti di un “espediente” molto comune, volto alla gratificazione dell’animale in occasione di una condotta “corretta” o comunque desiderabile.

Ma è giusto fornire cibo al cane come premio?

Vediamolo insieme…

Il cibo al cane come premio non crea dipendenza?

Il quesito è piuttosto dibattuto anche tra i professionisti, sebbene la maggior parte sia concorde nel dichiarare che premiare l’animale quando fa la cosa “giusta” aiuta a rinforzare un’associazione positiva (cosa giusta -> premio).

L’eventuale problema nasce però in conseguenza a questa “abitudine”.

Vale a dire: non si rischia che il cane divenga dipendente dalla gratificazione?

Proviamo a guardare alla questione da questo punto di vista.

Anche noi esseri umani abbiamo piacere di fare cose che ci gratificano.

O in senso materiale (stipendio, qualifica, promozione, benessere, etc.) o in senso psicologico/emotivo (la contropartita in questo caso sono l’affetto e la stima).

Dunque, se accettiamo il fatto che non è vero che:

  1. il cane davanti al cibo farebbe qualsiasi cosa
  2. fa una cosa semplicemente perché gliela chiediamo
  3. il cibo diviene un’arma di ricatto per ottenere una determinata azione
  4. se elimino il premio il cane smette di fare ciò che gli si chiede

capiamo come tutta la questione sia in realtà infondata.

Fido si riserva comunque la possibilità di scegliere se darci retta o no.

Spesso dimentichiamo che i nostri cani fanno ciò che gli dichiamo soprattutto in virtù della relazione che hanno con noi.

È piuttosto vero che:

  1. più il legame è empatico e maggiore sarà la disponibilità a darci retta
  2. più siamo interessanti ai suoi occhi più il cane non esiterà ad assecondare le nostre richieste.

Il segreto col cane è essere interessanti…

Ma che significa essere interessanti per un cane?

Significa:

  • cercare di offrirgli sempre qualche stimolo nuovo
  • usare il tono della voce per comunicare
  • giocare
  • diversificare le proprie azioni
  • “rallegrare” le uscite onde evitare di renderle solo una “pausa pipì”.

La dimostrazione che per i nostri cani questo aspetto è più importante del premio è il fatto che a volte non ci danno retta anche se abbiamo del cibo nelle mani.

Il cane ci dà retta non perché abbiamo il cibo, ma perché abbiamo imparato a coinvolgerlo e a chiedergli le cose nel modo giusto (cioè interessante, accattivante, nuovo).

Ecco perché l’affermazione che i premi alimentari creino dipendenza non sussiste.

Li si usa quando il cane sta imparando un nuovo comportamento.

Ma, una volta appreso, non sarà più necessario continuare a premiarlo sempre col cibo (anche se rinforzare periodicamente alcuni insegnamenti è cosa buona e giusta, soprattutto se l’esecuzione è migliore o avviene in condizioni molto “distraenti”).

Quindi, cibo al cane come premio sì o no?

Diremmo di sì.

Con qualche accortezza.

Ad esempio, alternandolo con coccole, carezze, gioco particolarmente amato, tono di voce e sguardo.

Insomma, qualcosa di materiale (cibo), avvicendato a qualcosa di emotivo, come un bel “bravo”!

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