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Cane elemosina cibo: come evitarlo

Il cane elemosina cibo? Se, come recita un noto spot televisivo, il delfino è un animale curioso, il cane è di certo un animale goloso!

Spesso questa golosità finisce col diventare un problema, soprattutto quando Fido chiede costantemente cibo ai padroni seduti a tavola.

A dire il vero, si tratta di un circolo vizioso che proprio gli umani contribuiscono ad innescare.

Per cui disinnescarlo prevede una certa costanza anche da parte loro.

Vediamo dunque come comportarsi se il cane elemosina cibo…

Le strategie da adottare quando un cane elemosina cibo

Si tratta indubbiamente di una delle abitudini più difficili da correggere in un cane.

Tuttavia, se ci si dedica al compito con costanza e pazienza, entro un paio di settimane il problema dovrebbe risolversi.

Le strategie da adoperare rientrano nel meccanismo del rinforzo.

Quando i cani compiono un’azione e ricevono un premio, la ripetono con l’aspettativa di essere premiati ancora.

Di contro, se le azioni non vengono premiate si estinguono (l’animale non ha ragione di ripeterle).

Dunque:

  • ignorare il cane:

alcuni cani si limitano a fissare, altri arrivano a uggiolare senza interruzione, ad abbaiare, grattare le gambe, saltare. Qualora si reagisse a tali comportamenti dando cibo, accarezzando Fido, complimentandosi o anche distraendolo (ad esempio lanciando una palla), si rinforzerebbe positivamente la condotta. Un paio di questi rinforzi saranno sufficienti ad insegnare al cane che mendicare è cosa buona e giusta. Smantellare tale convinzione, una volta radicata, richiede un processo di eliminazione del rinforzo e l’impresa non è delle più semplici; tuttavia può essere fatta:

  • negando cibo al cane: durante i pasti bisogna ignorare totalmente la sua esistenza, indipendentemente da quanto abbai, uggioli o fissi
  • evitando di rivolgergli la parola e pronunciarne il nome (a meno che non sia strettamente necessario, ad esempio per dargli un comando)
  • astenendosi dal guardarlo negli occhi: anche la più piccola attenzione può incoraggiare il comportamento negativo
  • eliminare lo stimolo:

l’idea è di non essere visti mentre si mangia, per cui tolto lo stimolo si elimina il desiderio (anche se è chiaro che tale rimedio non fa desistere Fido dall’abbaiare e uggiolare). A tal proposito è possibile:

  • educarlo a stare da un’altra parte mentre si mangia: se è già abituato al trasportino, durante i pasti degli umani potrebbe stare lì, in compagnia di uno dei suoi giochini preferiti
  • educarlo al comando “cuccia”, daglielo ogni volta che si avvicina al tavolo: l’educazione a questo comando, che prevede premi in cibo, va fatta preventivamente e quando il pasto non è in tavola; non appena il cane lo acquisisce ed esegue senza incertezze o tentennamenti lo si potrà adoperare in presenza dei suddetti stimoli
  • insegnargli il comando “lasciar stare”: bisognerà fare pratica con questo comando tenendo il cane al guinzaglio e lontano dalla tavola dei pasti
  • usare il metodo del “time-out”: non appena il cane inizia a mendicare con insistenza, lo si porta in una stanza dove non ci siano né cibo né giochi, un posto noioso; dopo pochi minuti lo si lascia uscire; se ricomincia, lo si rimette subito nella stanza di time-out. In questo modo il cane assocerà la stanza noiosa con il suo atteggiamento scorretto (non è escluso che inizi a guaire e abbaiare una volta rinchiuso, ma se ci si atterrà a questa routine con perseveranza il comportamento indesiderato si estinguerà)
  • legarlo (che è l’ipotesi che meno ci piace!)
  • consolidare:

basta un solo cedimento, anche di una sola persona, per vanificare tutti questi sforzi (il cane imparerà a distinguere tra padroni rigidi e padroni compiacenti). Ecco perché bisogna:

  • assicurarsi che tutti i famigliari e gli amici che frequentano casa abbiano ben chiare le regole da seguire, spiegando loro che si sta agendo principalmente nell’interesse dell’animale (il cane ha bisogno di una dieta equilibrata, mentre il cibo umano, dato casualmente dalla tavola, rischia di comprometterne la salute)
  • agire con assiduità e coerenza: no significa no!
  • non avere sensi di colpa: il cane non morirà di fame e non ci odierà mai per averlo tenuto lontano dalla tavola (il rimorso è un’emozione umana; il cane non ci porterà rancore per avergli negato gli avanzi)
  • non arrendersi (dovrebbero volerci un paio di settimane)
  • premiarlo se ci fa stare meglio: il premio può arrivare subito dopo aver finito di cenare, ma SOLO a consolidamento di un comando e MAI “a gratis”, perché l’animale penserebbe di essere stato premiato per il comportamento che stava tenendo in quel preciso momento (quando magari guaiva o abbaiava perché chiuso nella stanza del time-out)
  • rivolgersi a un esperto, come un educatore cinofilo professionista, nel caso in cui in un tempo congruo non si riesca a correggere la tendenza del cane che elemosina cibo, spesso accompagnata in questi casi da altre cattive abitudini acquisite…
 

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