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Io e Daisy, diario di una vita insieme. A casa con l’influenza (capitolo 18)

In questi giorni mi sono ammalata. Quando ti senti sottotono, sei fiacca ed è già pesante e difficile prenderti cura di te stessa, non sempre il pensiero di avere una cucciolina che dipende da te è qualcosa che ti rasserena.

Allora si cerca comunque, per quanto sia consentito dalle proprie energie, di garantire le cure necessarie per fare stare bene la propia cagnolotta. Facile per quanto riguarda il cibo, più impegnativo se si parla invece delle passeggiate. In questi ultimi giorni ho potuto contare sulla disponibilità di qualche amica che si è offerta per far scorrazzare un po’ Daisy nei praticelli qui attorno e poi ho cercato di farle fare dei giretti, più brevi del solito ma comunque ben apprezzati.

Dall’altro lato, penso Daisy sia stata contenta (o forse lo penso io peccando di presunzione), di poter beneficiare della mia presenza costante per tre giorni di fila. Quando sono a casa con lei si comporta spesso come la mia ombra, se mi sposto in bagno, si accovaccia sul tappeto e mi aspetta, se vado sul divano, viene ad accomodarsi proprio sul pezzo di tessuto vicino a me in modo che il suo corpo sia adiacente alla mia gamba e spesso appoggia il muso all’altezza del mio ginocchio.

Solo la sera decide quando è ora di andare a dormire, indipendentemente da quello che faccio io, così, ad un certa ora, di solito tra le 21.30 e le 22.00 abbandona il campo e va sul lettone, dove inizia la sua fase notturna. Quando vado anche io a dormire, spesso cambia posizione ma si riaddormenta in breve tempo nelle mie vicinanze.

Durante la notte compie poi una strana danza che inizia in posizione arrotolata ai piedi del letto, si sveglia, me la ritrovo addosso, vicino alle gambe, sopra al piumone e, infine, con qualche mugolio mi annuncia il desiderio di infilarsi sotto le coperte, dove si dispone vicino ai miei piedi. Dopo qualche leccatina si addormenta (giuro che non è per l’effetto di svenimento dovuto ai miei piedi maleodoranti…di solito li lavo!) e, verso le 7.00, me la ritrovo ultimamente faccia faccia che mi fissa, forse per capire se mi alzerò di lì a poco, come le mie abitudini vorrebbero oppure se è una di quelle volte in cui dormirò un po’ di più.

Quando mi sono ammalata, in questi ultimi giorni, Daisy ha protestato per questo cambio di abitudini mie, che comportava un cambiamento anche per lei e ha inziato a guaire insistentemente, fino a quando mi ha costretta ad alzarmi per condurla al balcone (invece che alla solita passeggiata mattutina). Devo dire però che, una volta compreso l’andazzo, si è adattata a questa nuova situazione di pigrizia mattutina e che le sue coccole sono state molto preziose in questi giorni di stop, in cui il corpo si ferma e i pensieri galoppano ed è fondamentale avere qualcuno che ti riporti con forza e tenerezza nella situazione presente.

 

Fine Capitolo 18
(settimanalmente Federica ci racconterà un capitolo della sua vita con Daisy)
➔ Puoi leggere qui gli altri capitoli di “Io e Daisy, diario di una vita insieme”

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