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Papilloma virus cane: cos’è e come riconoscerlo

I papillomi del cane sono forme tumorali che compaiono 1) sulla pelle, 2) a livello delle mucose (oculari, vulvari, gengivali, buccali, linguali), 3) negli organi interni (intestino, vescica, laringe).

È vero che si tratta di forme benigne, ma possono divenire croniche o maligne e sono particolarmente infettive.

Inoltre la gravità e le conseguenze della loro presenza dipendono da dove sono posizionati e da quanto grandi sono.

Laddove i più gravi sono chiaramente quelli a carico degli organi interni, e quelli più fastidiosi quelli di lingua e gengive, potendo interferire con la masticazione e/o deglutizione.

Scopriamo come si riconosce il papilloma virus nel cane e come si cura, rassicurando subito sul fatto che un cane infetto non può contagiare l’uomo, e viceversa, trattandosi di virus specie-specifici (cioè infettivi solo per soggetti della stessa specie).

Papilloma virus cane: di cosa si tratta e come lo si individua

Definiti anche verruche, i papillomi hanno origine virale, e possono comparire sia nel cane giovane che nell’anziano. 

Molto di frequente guariscono spontaneamente in un paio di mesi.

Talvolta però è necessaria l’asportazione, a seconda della dimensione raggiunta e della loro localizzazione.

E talaltra si convertono in forme maligne, soprattutto in soggetti con sistema immunitario poco efficiente.

È possibile riconoscere i papillomi dal loro aspetto:

  • a rilievo
  • a forma a cavolfiore
  • a forma polipoide
  • non dolente
  • con consistenza coriacea
  • dal colore scuro grigiastro oppure rosato.

A volte, invece che sopraelevarsi si incistano verso l’interno (specialmente a livello dei piedi), e in questo caso spesso sono dolenti.

Possono essere singoli o multipli (in questo caso i parla di papillomatosi).

Anche la dimensione può essere estremamente variabile.

A volte possono ulcerare e sanguinare.

Per quanto concerne le modalità di trasmissione, trattandosi di un virus particolarmente resistente nell’ambiente esterno e al di fuori dell’ospite, può essere trasmesso per semplice contatto tra animale e animale, ma anche attraverso contatto con cibo contaminato, acqua, ciotole e attrezzature come museruole, cucce o pettorine.

Se poi penetra attraverso una leggera ferita o abrasione la diffusione del virus è ancora più veloce.

Anche insetti volanti possono essere fonte di contagio (zanzare, mosche).

A nulla servono i disinfettanti…

L’incubazione è di 30 – 60 giorni.

E come detto, se il sistema immunitario che incontra il virus non è sufficientemente reattivo, il danno può essere piuttosto importante e persistente.

Come trattare il papilloma virus nel cane?

La risposta è semplice, ma non scontata: rivolgendosi al veterinario!

La diagnosi è abbastanza certa, ma in caso contrario può effettuarsi un ago aspirato.

Di solito viene consigliato di seguirne l’evoluzione, dal momento che, come detto, la regressione è spontanea.

Tuttavia è necessario controllare che non si manifestino altri sintomi.

Così com’è importante per le forme cutanee multiple NON cercare di toglierle in casa, legarle o ridurle con le macchinette per le verruche umane.

Queste operazioni non possono che peggiorare la situazione consentendo al virus di propagarsi ulteriormente.

In caso le neoformazioni siano localizzate in zone particolarmente fastidiose o abbiano dimensioni ragguardevoli sarà il medico a valutare la possibilità di intervenire:

  • farmacologicamente (chemioterapici)
  • chirurgicamente (crioterapia)
  • con laser terapia (fotodinamica).

Mentre i primi due danno risultati non sempre soddisfacenti, i terzi sono efficaci nel distruggere le cellule tumorali e quindi risolvere la situazione.

In caso il papilloma virus nel cane sia sopraggiunto dopo un lungo periodo di somministrazione di corticosteroidi, è possibile che la sospensione del farmaco sia sufficiente.

 

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