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I cani scontrosi sono più propensi ad apprendere rispetto a quelli socievoli?

Prima di soffermarci sui risultati di uno studio che paiono confermare che i cani scontrosi, in determinate condizioni, siano più inclini all’apprendimento rispetto a quelli simpatici, cerchiamo di capire se esistono davvero dei quattro zampe che possono essere definiti così…

Cani scontrosi: come si riconoscono e come comportarsi

Non tutti i cani scodinzolano, sono affettuosi e dispensano leccatine a destra e a manca.

Alcuni cani sono scontrosi e soffrono di “malumore”.

Si tratta spesso di una condizione “indotta” da:

  • problemi di salute che causano malessere: displasia, contratture, perdita progressiva dell’udito, possono ripercuotersi sul comportamento; in questi casi è possibile “immaginare” la causa in quanto il cane in precedenza era affettuoso e socievole; eliminato il dolore anche l’atteggiamento dovrebbe modificarsi
  • paura e insicurezza
  • territorialità
  • cibo
  • comportamento dei padroni: se impediamo che chiunque si avvicini all’animale o lo accarezzi, se non lo portiamo a passeggio e non giochiamo con lui.

Non è raro che un cane scontroso palesi una di queste condotte:

  • non si lascia toccare certe parti del corpo, ringhia e cerca di mordere
  • passa dalla calma, anche da sdraiato, all’alzarsi e cercare di mordere senza motivo e senza preavviso, in modo inaspettato
  • morde “l’aria” all’improvviso
  • presenta spalle ricurve o zampe troppo rigide.

Cosa fare con un cane scontroso?

Come si è visto, ci sono cani che per mancanza di socializzazione primaria, una cattiva gestione del guinzaglio o, a volte, per carattere, tendono ad essere più aggressivi.

La soluzione potrebbe sembrare quella di evitare incontri durante le passeggiate, per non incorrere in problemi maggiori.

Eppure si tratta di un palliativo. 

Piuttosto bisogna impegnarsi con costanza e perseveranza.

Innanzitutto per imparare a riconoscere il linguaggio corporeo dell’animale.

Da cuccioli, è normale vedere i cani esibirsi in ringhi, abbai, bocche aperte e denti in mostra.

Ma si tratta di un gioco: prova ne è che raramente arrivino a toccarsi, e ancor più di rado a farsi male.

Da adulti il discorso cambia.

E il comportamento va limitato.

Il comportamento, non certo la socializzazione coi simili, che anzi va sempre incoraggiata.

Sotto supervisione propria, e possibilmente di un esperto in riabilitazione, onde evitare lo sfociare in aggressività.

In qualsiasi caso, la soluzione non sarà mai quella di isolare l’animale dalle persone o dagli animali.

Altre condotte che aiutano l’animale a mitigare “le sue intemperanze”:

  • l’assunzione delle medesime regole da parte di tutti i componenti della famiglia
  • il rispetto dello spazio dell’animale: questi deve sentire sicuro nel suo territorio, senza che altre persone o animali si avvicinino a lui
  • la “presentazione”: quando un cane sconosciuto si avvicina al nostro dobbiamo lasciare che si annusino e si conoscano
  • l’evitamento dell’umanizzazione eccessiva: non è un buon metodo di protezione, perché trasmette stranezze e insicurezze.

L’apprendimento nei cani scontrosi

Ma torniamo adesso al focus del nostro articolo.

I cani dal carattere scontroso sarebbero più attenti di quelli più simpatici ad apprendere un comportamento da un umano estraneo.

Così almeno secondo un etologo dell’Università di Budapest.

Lui e il suo team hanno messo a confronto le performance di cani dalle differenti personalità.

Tra cui quelli restii ad arrivare subito se chiamati, che abbaiano o ringhiano se disturbati, piuttosto gelosi del proprio cibo: in una parola, quelli scontrosi!

In un esperimento, i cani dovevano raggiungere un cibo o un gioco ben in vista sistemati dietro una staccionata.

Il carattere non condizionava in due condizioni:

  1. quando dovevano arrivare alla ricompensa da soli (ed era più difficile)
  2. quando i padroni mostravano loro il percorso per ottenere il premio.

I risultati cambiavano nettamente in un’altra circostanza, cioè quando le indicazioni venivano date dallo sperimentatore, ovvero da un estraneo e non dal padrone.

In questo caso gli scontrosi riuscivano meglio di quelli socievoli.

La spiegazione sarebbe da ricercare nella diffidenza dei primi, che li induce a seguire le mosse dell’estraneo con più attenzione.

Insomma, scontrosi sì, in gamba pure!!!

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