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Pet Therapy: i cani nei casi di bullismo

Pet Therapy cani bullismo

Ormai anche in Italia si è consolidata la pratica della terapia che sfrutta i benefici effetti che i 4 zampe sanno donare a noi umani.

Dalle scuole agli ospedali, l’aiuto degli animali viene sempre più impiegato per offrire assistenza a chi è vulnerabile.

E da oggi anche nel contrasto al bullismo…

Pet Therapy cani: Fido aiuterà vittime e carnefici

Si chiama Vite e Bulloni l’italianissimo progetto, il primo al mondo, che per contrastare il bullismo e il cyberbullismo utilizza anche Fido.

Titolare ne è Frida Friend’s Onlus, che da anni adopera la pet therapy e collabora con la Casa Pediatrica dell’ospedale Fatebenfratelli di Milano.

Per la realizzazione scende in campo uno staff composto da psicologo, educatore e conduttore cinofilo che, grazie all’animale, apre una “porta emozionale” che permetta di lavorare sull’intimo del paziente.

Che può essere, come spiega Mario Colombo, presidente dell’associazione, sia la vittima che il bullo.

A seconda che si lavori sull’uno o sull’altro, viene scelto il cane più adatto alla terapia.

Ad esempio, chi ha vissuto episodi di bullismo difficilmente tende a parlarne, si chiude in sé stesso e non ha voglia di relazionarsi.

In questi casi si lavora sul recupero dell’autostima e sulla sicurezza interiore, e si adoperano cani come labrador o piccoli meticci.

Lo scopo invece dell’intervento sui bulli è la gestione delle emozioni più forti, come la rabbia, e l’apprendimento di una diversa immagine di se stessi, meno prevaricanti.

A tal ragione vengono impiegati cani dall’aspetto più vigoroso, come pitbull e amstaff.

Il senso profondo della Pet Therapy

Non solo cani: in Italia i progetti di pet therapy vengono sviluppati anche con la presenza di gatti, conigli, asini e cavalli.

Ma perché questo impiego?

Perché gli animali infondono calma, rilassamento e serenità. Contribuiscono a distogliere l’attenzione dalla propria situazione e/o ambiente negativo (abbassando i livelli di cortisolo e serotonina).

Nei pazienti ricoverati, a seconda della gravità della patologia, aiutano il recupero.

Sia che si tratti di malati fisica che mentale e/o psicologica (schizofrenia, anoressia, disturbi del comportamento): è per questo che la pet-therapy dovrebbe essere presente come opportunità in tutti i luoghi di cura.

 

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