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Razze condrodistrofiche: 5 consigli pratici sulla loro salute

Le razze condrodistrofiche sono quelle che presentano arti particolarmente corti rispetto alle dimensioni del tronco.

Tra queste Bassotto, Jack Russel, Pechinese, Beagle, Maltese, Basset Hound, etc.

Cioè i “cani da tana” (non necessariamente di razza, perché anche i meticci che presentano questa stessa morfologia non sono immuni alla condrodistrofia).

Un concreto rischio per la salute di questi esemplari è costituito dall’ernia del disco, provocata dalla sbilanciata proporzione tra arti e tronco che non conferisce il giusto sostegno alla colonna vertebrale.

E non si tratta nemmeno dell’unica patologia cui sono soggette queste razze.

Tra le altre, la lussazione della rotula, dovuta ad arti generalmente storti, privi di allineamento tra femore e tibia.

Vediamo allora la prevenzione adottabile contro queste condizioni…

Razze condrodistrofiche: prevenire le patologie correlate

Quando ci si reca presso un allevamento per acquistare un cane appartenente ad una razza condrodistrofica, sarebbe buona norma ricostruire il suo albero genealogico, informandosi quanto meno sulla salute di nonni e genitori.

Questo al fine di scongiurare, per quanto possibile, una predisposizione familiare.

Quando però si adotta un cane in canile, in cucciolate domestiche o prelevandolo dalla strada, è impossibile essere a conoscenza della sua tendenza genetica a sviluppare certe patologie.

Si potrà tuttavia controllare la sua morfologia perché il corpo risulti armonico.

E allevarlo in modo da prevenire, o ritardare il più possibile, l’insorgenza di certe problematiche, attraverso:

  1. una corretta alimentazione, fondamentale per la salute delle ossa
  2. un’attività motoria regolare e continua, che consente di mantenere il giusto trofismo dei muscoli a sostegno delle articolazioni (passeggiate, corse e giochi)
  3. il divieto di salti e movimenti incontrollati: le leve corte non ammortizzano bene questo tipo di movimenti
  4. il mantenimento del peso forma: l’obesità pesa eccessivamente sulle leve corte
  5. l’assunzione di condroprotettori per cani pensati proprio per cani con articolazioni fragili.

Come affrontare le patologie più comuni dei cani condrodistrofici

Sebbene i casi più gravi possano essere invalidanti per la mobilità, anche con diagnosi come ernia discale o ernia cervicale oppure lussazione della rotula la terapia è sempre possibile.

E nella maggior parte dei casi risolutiva.

L’abbinamento tra chirurgia e fisioterapia veterinaria consente generalmente una risoluzione rapida.

Dopo l’eventuale intervento chirurgico, con un efficace piano di fisioterapia e riabilitazione veterinaria, è possibile realizzare un recupero anche in poche settimane.

Laser LLT ed Elettrostimolazione Tens agiscono sul dolore post operatorio e sulla cicatrizzazione, dando sollievo al cane e velocizzando la guarigione.

Inizialmente con l’aiuto di un deambulatore o nel tapis roulant in acqua, e poi con una ginnastica attiva e con attrezzi.

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