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Cannabis per cani (e gatti): è adoperabile?

In Italia l’uso della cannabis a scopo curativo nella medicina umana ha subito, e ancora subisce, il pesante influsso dello stereotipo.

A differenza degli Stati Uniti, ad esempio, dove ormai è ampiamente utilizzata nella cura di diverse patologie.

E questo nonostante la legge 242/16 in vigore dal 2017, che ne rende legale l’impiego in ambito medico.

Se ciò è vero per l’uomo, ci si figuri per gli animali (nonostante la cannabis per cani e gatti abbia mostrato notevole efficacia, e in diversi Paesi, come i succitati Stati Uniti, venga ampiamente utilizzata anche in Veterinaria).

Spieghiamone allora gli utilizzi e le proprietà…

Cannabis per cani (e gatti): le patologie nelle quali è indicato

Prima di soffermarci sulle indicazioni è bene precisare di quale sostanza nello specifico si sta parlando.

Con cannabis terapeutica ci si riferisce in particolare al CANNABIDIOLO.

Che è solo uno degli 80 cannabinoidi ricavabili dalla pianta, e come gli altri naturale al 100% e insolubile in acqua e a temperatura ambiente.

NON contiene il THC, responsabile degli effetti stupefacenti della marijuana, nonché tossico per gli animali.

Conserva solo le preziose proprietà curative della canapa grazie alla capacità di intervenire su dolore, stati d’ansia, nausea, infiammazione, etc.

È dunque adoperabile come coadiuvante di un trattamento farmacologico in pazienti che non possono assumere antinfiammatori o antidolorifici di sintesi, e dunque per:

  • artrosi
  • osteoporosi
  • deficit cognitivi dell’animale anziano
  • malattie neurologiche
  • malattie autoimmuni
  • nevriti
  • epilessia
  • dermatiti.

Quando prescritto da solo si tratta di patologie di minore gravità, oppure croniche o terminali per alleviare dolori e sofferenze.

È in fase di studio anche la sua applicazione in cado di diabete e patologie gastroenteriche.

Cannabis per cani (e gatti): assunzione e posologia

Rispetto alle modalità di assunzione sono disponibili sia compresse che oli appositi per cani e gatti. 

La posologia chiaramente può essere stabilita solo dal medico veterinario in base al paziente, alla patologia in corso e alla concomitante somministrazione di altri farmaci.

Un vantaggio indiscusso dell’utilizzo della cannabis per cani e gatti (che ribadiamo è legale nella sua forma terapeutica) è proprio l’assenza della componente psicoattiva, che le conferisce scarsi effetti collaterali.

 

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