Dog.it | Portale dedicato al mondo del cane e ai dog lovers

Addestramento Comportamento Educazione Prevenzione

Il nome del cane e la sua importanza…

Il richiamo nell’educazione canina è un punto fondamentale, che permette di attirarne l’attenzione.

Ed eventualmente di scansare situazioni di pericolo.

Esso può essere attuato anche adoperando il nome del cane.

Vediamo come…

Il richiamo con il nome del cane

Il richiamo è un segnale verbale.

Ma al solo “vieni”, o qualsiasi altro comando espresso per attirare l’attenzione, è possibile associare il nome.

Chiaramente, anche in questo caso sono necessari esercizio e costanza.

Inizialmente si potrà pronunciarlo mentre l’animale riposa, senza nutrire pretese.

Se il cane ci rivolge lo sguardo e poi ritorna a sonnecchiare, bene.

Se si avvicina, meglio ancora: va premiato con una carezza.

Continuare durante il giorno in maniera randomica senza aspettative se non uno scambio di sguardi di alcuni secondi, porrà le fondamento per successi esercizi più complessi.

Insomma, il nome del cane dovrà divenire una sorta di rinforzo positivo indiretto.

Che cioè gli provochi gioia e piacere al solo sentirlo pronunciare.

Attenzione invece ai rimproveri impartiti urlando il nome di Fido: tono di voce alto e improvviso + nome creerebbero un’associazione negativa.

Il nome viene adoperato anche in caso di educazione col clicker.

In questo caso il “clic” metallico scatta un attimo prima o dopo averlo pronunciato: “Fido” Clic o Clic “Fido”.

Alcuni consigli per chiamare il cane

Richiamare Fido usando il suo nome va più che bene.

Urlare no. Anche perché inutile.

I pelosi sentono benissimo e, se ci ignorano, il problema non verrà risolto con un urlo.

Meglio prevenire, soprattutto nel momento in cui il proprio animale sia un tipo che tenda ad allontanarsi facilmente.

Piuttosto è opportuno dare un ordine in maniera assertiva e ferma (nome + azione di fermarsi), ma comunque tranquilla e non isterica.

Altro consiglio è di essere interattivi, coinvolgendo il cane in attività diverse che vanno dai semplici seduto/resta a qualcosa di più esigente come la ricerca. 

Il cane tende ad attivarsi positivamente quando lo stimoliamo.

Soprattutto quando riusciamo ad intercettare l’attenzione del quattro zampe e assecondarla.

E ancora: i rinforzi verbali.

Quando Fido si ferma ad annusare, verbalizzare ad esempio «è un odore interessante?».

Oppure «preferisci andare di qua?» quando sceglie una direzione in un bivio.

In questo modo si rafforzano le connessioni tra quadrupede e bipede, creando nuove esperienze condivise.

È la gioia di condividere nuove attività il segreto di tutto questo.

Più spesso le aree cerebrali sono impegnate, più i percorsi di apprendimento si fortificano.

La scarica di dopamina, che controlla movimento e sensazione di piacere, aumenta la motivazione di queste esperienze e le associa all’apprendimento, coinvolgendo il binomio cane-padrone.

Leggi anche:

Allergie alimentari nei cani: come riconoscerle e gestirle al meglio

dogitpanel

Il cane non mangia: quando la perdita di appetito è una questione comportamentale…

Giuseppina Russo

Cinofilia: le figure professionali proprie di questo settore

Giuseppina Russo

Cane in ufficio: i (pochi) casi virtuosi in Italia

Giuseppina Russo

Convivenza cane e gatto: tutta la verità

redazione

Omega-3 cane: come garantirne l’apporto?

Giuseppina Russo