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Glicemia bassa nel cane: cause e terapie

La glicemia, tanto negli uomini quanto negli animali, indica la concentrazione di glucosio nel sangue.

Mediamente nel cane, come pure nel gatto, i range di riferimento sono di 70-110 mg/dl.

Ora, se il valore è più alto si parla di iperglicemia, qualora più basso ci si trova di fronte ad uno stato di ipoglicemia.

Vediamo quali sono le possibili cause della glicemia bassa nel cane, e le eventuali terapie da adottare…

Le cause della glicemia bassa nel cane e gatto

Il glucosio rappresenta la fonte energetica primaria per l’organismo; in particolare, il sistema nervoso centrale è totalmente dipendente dai livelli di glucosio in circolo.

Ecco perché bassi livelli di glucosio nel sistema nervoso determinano:

  • affaticamento
  • letargia
  • depressione
  • incoordinazione
  • atteggiamenti bizzarri 
  • episodi convulsivi 
  • stato comatoso.

Le manifestazioni cliniche dipendono, tuttavia, dalla durata e dall’intensità dell’episodio ipoglicemico.

Solitamente, soprattutto gli ultimi due citati, si evidenziano quando i livelli di glucosio risultano inferiori a 45 mg/dl.

A determinare glicemia bassa nel cane possono essere un’infinità di cause:

  • Insulinoma (tumore della cellule beta)
  • Morbo di Addison 
  • Sepsi
  • Insufficienza renale cronica
  • Insufficienza epatica
  • Fibrosi cronica
  • Cirrosi
  • Ipoglicemia giovanile (cuccioli di razze nane e toy)
  • Avvelenamento da Xilitolo
  • Avvelenamento da glicoletilenico
  • Malnutrizione
  • Linfomi e tumori epatici
  • Leucemia
  • Tumori del pancreas
  • Terapie con insulina (una somministrazione eccessiva in caso di animali diabetici).

Terapie contro l’ipoglicemia canina

Poiché l’etiologia è davvero notevole, e poiché i sintomi sono tutt’altro che trascurabili, è consigliabile una visita d’urgenza da parte del Veterinario.

Questi, una volta accertata un’ipoglicemia persistente, dovrà indagare facendo effettuare:

  • analisi del sangue complete
  • ecografia addominale
  • esame delle urine
  • radiografie.

Solo stabilendo le cause si potrà impostare una terapia mirata: infatti, un Morbo di Addison avrà una terapia diversa rispetto a un sarcoma o a un avvelenamento da Xilitolo.

Così:

  • pasti piccoli e frequenti possono prevenire l’ipoglicemia giovanile
  • fluidoterapia endovenosa con soluzioni glucosate contrastano l’ipoglicemia da eccessiva somministrazione di insulina
  • altri ipoglicemizzanti sono efficaci contro sepsi e insufficienza epatica acuta
  • il trattamento ottimale per l’insulinoma o per tumori che producono ormoni simili all’insulina è la rimozione chirurgica del tumore; se il tumore non può essere rimosso, o in attesa della rimozione, si ricorre a una terapia palliativa rappresentata da pasti piccoli e frequenti, limitazione dell’esercizio fisico, eventuale somministrazione di basse dosi di cortisonici (es prednisolone), eventuale somministrazione orale di diazzossido (un farmaco iperglicemizzante)
  • la somministrazione di cortisonici è utile in caso di ipoadrenocorticismo (Morbo di Addison), insulinoma o altri tumori.

Purtroppo invece non esistono terapie specifiche per le malattie da anomalo accumulo di glicogeno.

Qualora non sia possibile stabilire le cause, il Veterinario potrà impostare una terapia sintomatica.

Se l’animale è cosciente è possibile offrirgli dell’alimento.

Se non è cosciente, si somministra endovena una soluzione a base di glucosio al 2,5-5%.

In casi estremamente gravi, con risentimento neurologico, si aggiungono anche farmaci antiepilettici.

Nel caso in cui l’episodio ipoglicemico si verifichi a casa si può ricorrere alla somministrazione per bocca di miele o sciroppi zuccherini.

Prognosi della glicemia bassa nei cani

Anche in questo caso evoluzione dipende dalle cause.

Solitamente la risposta alla terapia è buona quando l’ipoglicemia è dovuta a giovane età, eccessiva somministrazione di insulina o Morbo di Addison.

Più complessa la situazione nel momento in cui l’ipoglicemia abbia determinato gravi alterazioni neurologiche fino a crisi convulsive.

In caso di insulinoma solitamente non necessita un monitoraggio costante della glicemia, perché dopo la rimozione chirurgica essa aumenta rapidamente (in taluni casi addirittura trasformandosi in iperglicemia).

Tuttavia, trattandosi di un tumore il più delle volte maligno, non è infrequente osservare metastasi già entro un anno dall’asportazione.

Anche l’ipoglicemia da sepsi o da insufficienza epatica possono essere di difficile gestione, con risposta terapeutica variabile.

 

Photo credit: pixabay.com

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