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Cura Salute

Epatite infettiva canina: cos’è e come affrontarla

Si tratta di una patologia molto grave, causata da un virus altamente infettivo e molto resistente.

Non si riesce a debellarlo, infatti, nemmeno con acido, formalina e altri solventi.

La trasmissione avviene tramite sangue, secrezione nasale, saliva, urina o feci di cani infetti.

Una volta entrato nell’organismo il virus colpisce il fegato.

Vediamo quali sintomi presenza, la sua incidenza, e i possibili trattamenti dell’epatite infettiva canina…

Manifestazione e cura dell’epatite infettiva canina

Rispetto ai sintomi essi possono comprendere:

  • febbre
  • letargia
  • diarrea
  • vomito
  • fegato ingrossato
  • dolore addominale

a cui spesso si associano, in uno stadio avanzato:

  • ecchimosi cutanea
  • puntini rossi sulla pelle
  • linfonodi gonfi e ingrossati.

Se un cane presenta uno o più di questi sintomi epatite è importante contattare immediatamente il veterinario.

Si ricordi infatti che si tratta di una malattia a sviluppo estremamente rapido.

L’esperto effettuerà una serie di esami del sangue, test degli anticorpi e immunofluorescenza per determinare se sussiste infezione.

Rispetto all’incidenza, sono più frequentemente colpiti cuccioli e cani adulti che non anziani, e nei primi si registra anche il tasso di mortalità più elevato.

Non esiste terapia specifica contro questa malattia.

Gli unici tentativi sono la terapia intravenosa per compensare le perdite di fluidi causate dal vomito e diarrea, o eventuale trasfusione di sangue in caso di emorragie o coagulopatie.

Diviene dunque fondamentale la prevenzione, da effettuare tramite vaccinazione.

Bisognerebbe somministrare:

  • la prima dose tra la settima e la nona settimana
  • il primo richiamo a 12 settimane
  • il secondo richiamo a 16 settimane
  • un altro richiamo tra i 6 e i 12 mesi
  • ulteriori richiami ogni tre anni.

L’epatite infettiva del cane resta dunque una patologia molto grave e senza cura specifica, ecco perché è bene attivarsi in tempo quando si sospetta che possa aver colpito Fido. Ed ecco perché è molto importante essere scrupolosi col piano vaccinale…

 

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