Setter Irlandese



l setter irlandese, facilmente confondibile con gli altri setter, è un cane considerato da ferma pur appartenendo allaa categoria dei cani da caccia...

Setter IrlandeseIl setter irlandese appartiene alla categoria dei cani da ferma secondo la Federazione Cinologica Internazionale, ma viene utilizzato per semplici “battute di caccia” da tutti i cacciatori che conoscono questa razza. Il setter irlandese non insegue la preda ma fa parte della categoria definita anche “da punta”, perché osserva la preda dritto sulle zampe ed in silenzio segnalandone, in questo modo, la presenza al cacciatore che provvede immediatamente a cacciarla. È questa la particolarità del setter irlandese, ma oltre la caccia c’è molto di più…

Le origini e le particolarità del setter irlandese
La prima particolarità si può trovare soprattutto nelle origini, sulle quali nessuno scommetterebbe nulla: la sua discendenza dagli Spaniel è piuttosto evidente ed è naturale notarla al primo sguardo, per chi conosce gli Spaniel e conosce bene le razze canine, ma il fatto che sia nato prima del setter inglese può essere una cosa davvero sorprendente per moltissimi! Ed invece è proprio così. La razza del setter irlandese ha raggiunto il suo Standard anni prima del setter inglese, e da questo possiamo dedurre che (essendo due cani praticamente identici, non solo morfologicamente ma sotto quasi tutti gli aspetti anche dal punto di vista della personalità) il setter inglese discende direttamente da quello irlandese, al contrario di quello che tutti credono. Come suggerisce il nome proviene dall’Irlanda ed è lì che venne effettuata la selezione: per essere molto sintetici, quello che si voleva all’epoca è la stessa cosa che desiderano tutti adesso, ossia avere un cane da caccia che portato poi nell’ambiente familiare, possa dare soddisfazioni anche ai bambini di casae vivere come un cane da compagnia, fino alla volta successiva in cui verrà sguinzagliata la sua indole da cacciatore. Non è un segreto che sia una razza piuttosto antica e non di recente selezione, difatti si possono osservare affreschi e cose simili ritraenti setter irlandesi anche di parecchio tempo fa, epoca in cui le razze canine ancora non esistevano. Se il setter inglese discende da quello irlandese, quest’ultimo deriverebbe, invece, secondo alcuni ritrovamenti e testimonianze varie, dall’Epagneul com’era concepito e visto allora, definito in alternativa il “Bracco delle quaglie”, proprio per la capacità di cacciare queste ultime prede. Da tanto tempo il setter irlandese stava prendendo piede, così tanto che il suo Standard è stato uno dei primi ad essere redatto, con un’attenta descrizione corrispondente a quella attuale in tutto e per tutto, nel 1886. La diffusione del setter irlandese è davvero significativa non solo nel paese d’origine, ma in tutta Europa ed anche negli Stati Uniti d’America; doveroso precisare che l’impiego di questo cane non è più quello di cane a caccia che vive solo in giardino, ma in moltissime altre occasioni il setter irlandese viene scelto come cane da compagnia che possa vivere in tutta la famiglia. Questa grande diffusione è davvero bassa solamente in Italia, dove si registra un numero di gran lunga inferiore di setter irlandesi rispetto a quelli inglesi, che nel nostro territorio hanno preso più piede.

Il carattere e la vita con il setter irlandese
Il setter irlandese, pur essendo un cane molto adatto per la vita all’interno di un nucleo familiare composto anche da bambini, non è un cane facile o quantomeno non è adatto a tutti. Questo non significa che sia aggressivo o che tenda a mordere (visto che molti interpretano la difficoltà di carattere con la mordacità), bensì che abbia bisogno di particolari attenzioni: per esempio, sebbene si sia sempre restii ad affidare un setter irlandese ad un cacciatore in seguito a storie di maltrattamenti legati all’attività venatoria, molto spesso è questo ciò che è necessario fare per rendere davvero felice questo animale, perché indipendentemente dall’etica legata alla caccia, quello per cui questa razza è nata è solo cacciare. Questo non significa che non possa vivere in appartamento, ma dev’esserci un’adozione od un acquisto consapevole: non basterà l’amore per far vivere bene il nostro setter, ma ci sarà bisogno di una lunga passeggiata all’aria aperta che non sia una volta al giorno o soltanto per far fare i bisognini al cane, ma che dovrà comprendere un giro nel parco, qualcosa di lungo e stancante, e ci dovrà essere almeno un momento al giorno in cui il cane dovrà essere libero di sfogare le energie senza la presenza opprimente del guinzaglio. Le energie non sfogate all’aria aperta trasformeranno il setter un cane indomabile in appartamento, che troverà, come antidoto alla sua noia, quello di distruggere tende, pantofole, saltare sui letti e combinare le cosiddette marachelle.
Da non scambiare il fatto che il cane stia cercando di stancarsi e di annoiarsi di meno con il fatto che starebbe, secondo molti, facendo dei dispetti perché non è stato portato fuori a sufficienza: non esiste la concezione di dispetto nella mentalità canina, esiste invece la noia esasperante che porta il cane a fare qualunque cosa che sia un’attività coinvolgente. Avere un
setter significa, necessariamente, non essere pigri: altrimenti avremo un cane infelice e saremo a nostra volta degli infelici che non sanno più come gestire l’amico a quattrozampe. La fedeltà straordinaria del setter irlandese, la sua bontà con bambini e conspecifici, l’allegria e la vivacità contagiose (soprattutto nelle femmine), ripagheranno ampiamente tutti gli sforzi fatti per andare incontro alle esigenze di una razza che non rinuncerà mai al suo impiego primario, nemmeno se si tratterà di fare grosse buche in giardino

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