Quando nasci con un problema, non sempre vieni compreso o accettato. Gli umani preferiscono cani in forma, dall’aspetto ideale. I cani non di razza vengono adottati di meno, figuriamoci cosa ne è di cani malati o con un aspetto “non convenzionale”.
“Junie B” è un cane problematico. Quando è nato pesava meno di due chili e aveva una grave malformazione all’occhio destro. Insomma, non era il cane ideale. Per i quattro zampe come lui, le porte del canile si spalancano con una facilità disarmante, quasi come una condanna.
Ma non c’è solo questo: Junie B, che in realtà è una femminuccia di Pitbull, ha dovuto subire 74 giorni di cure per una patologia congenita. Per lei il destino era già segnato, ma l’amore di una donna l’ha salvata.
Qualcuno ha saputo guardare oltre e la volontaria del rifugio dove la cagnolina si trovava, ha scelto di portarla a casa sua per un affido temporaneo e per seguire lei stessa il percorso verso l’adozione di Junie B.
Seguire personalmente un cane, significa fare il possibile affinché trovi la giusta famigli adottante; significa abituarlo alla casa e agli esseri umani con un percorso dedicato, rendendolo visibile agli occhi di chi sta cercando un nuovo amico.
Anche nei canili purtroppo, si scelgono sempre i cani più belli e più giovani, lasciando indietro coloro che hanno patologie o soffrono la vecchiaia. In America questo si sarebbe trasformato in una morte per eutanasia per la piccola Junie B.
In attesa di una vera famiglia per questa dolce Pitbull da un solo occhio, la sua “umana temporanea” dichiara di essere più che felice di condividere con lei la sua casa e di voler fare di tutto per donarle una fissa dimora.
FOTO: LA STAMPA


