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L’Ucraina e la strage dei cani per i mondiali di calcio del 2012: l’Olocausto dimenticato

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Nell’ormai lontano 2010, a Kiev, era iniziato un vero e proprio massacro, oggi dimenticato da tutti, ma che noi non vogliamo affatto dimenticare. Parliamo dell’Olocausto dei cani, che vide dal 2010 al 2012, oltre 20,000 cani randagi massacrati a bastonate e fucilate. 

L’obiettivo, era quello di “ripulire” la città.

Secondo la PETA, i cani uccisi, sarebbero più di 20,000, con addirittura l’aiuto dei cittadini volontari, offertosi di “ripulire” le strade cittadine in vista dell’evento. Il tutto accadde nel silenzio più totale dei media europei, con solo qualche eccezione. Le città coinvolte, non solo Kiev, ma anche Leopoli e città secondarie.

Siamo abituati a sentire di Paesi lontani che fanno strage di cani innocenti per le qualsivoglia tradizioni (non parliamo solo della Cina, bensì anche della Thailandia e dell’Indonesia) ma sembrerebbe che la maggior parte delle persone sia all’oscuro di quello che avvenne in Ucraina in nome di un evento calcistico.

I 4 zampe oggi godono sicuramente di più protezione rispetto quello che accadeva già solo 10 anni fa, ma l’ignoranza non giustifica comunque questo orrendo crimine.

Condividiamo questo articolo con la speranza che eventi del genere possano non ripetersi più nel mondo, ma con la consapevolezza che non è la nazionalità a rendere più o meno “civile” un individuo.

Riportiamo questo stralcio del blog RAI:

L’uccisione di cani e di gatti in Ucraina è un problema decennale -spiega Cisternino, delegato Oipa a Kiev- che ha assunto proporzioni enormi in vista degli Europei 2012, soprattutto nelle città dove si svolgeranno le partite”. A Kiev, continua, c’erano 12 mila cani senza padrone per le strade, ora non se ne vedono praticamente più. Anche a Leopoli, altra città dove si disputeranno le partite, i randagi sono praticamente spariti.

Credits foto RAI Televideo.

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