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Storie

“L’artistic groomig” e il caso del canepardo “Nonsichiama”



Dopo l’intervento alla “Zanzara“, podcast condotto da Giuseppe Cruciani, del proprietario del famoso “canepardo“,  i social si sono scatenati.

Lui è Luca Scazzi ed è diventato famoso su Instagram e Tik Tok per il suo cacanpardo, un cane col manto tinto da leopardo, dal nome alquanto curioso (se così vogliamo definirlo); il cane è stato infatti chiamato “Nonsichiama”.

Scazzi ha definito in diretta che il suo cane non è stato affatto tinto, ma si tratta di un incrocio, ma è lampante come in realtà questo cane di razza Pitbull sia stato tinto con una tecnica definita “artistic grooming”. Si tratta di un trend che alcuni definiscono malsano, che prevede la colorazione, con tinture innocue (o così viene detto), del manto degli animali.

Sono tantissimi i cani che negli Stati Uniti sono stati tinti con l’artistic grooming per assomigliare a personaggi di cartoni animati o animali selvatici. Alcuni però, riportano di comportamenti anomali di questi dopo la tintura, per così dire, una forma di “imbarazzo” che potrebbe sfociare in problemi psicologici.

Se le due fazioni si scontrano tra pro e contro, noi di Dog ci teniamo a precisare che i cani non sono sicuramente oggetti da sfoggiare e l’artistic grooming è a prescindere una pratica che non giova in alcun modo al cane, ma si tratta di uno sfizio per il padrone.

 

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