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Quando Beatriz Nutti li ha incrociati per la prima volta lungo una strada rurale a Mogi das Cruzes, in Brasile, stentava a credere ai propri occhi. Davanti a lei non c’erano i maestosi e imponenti Alani che tutti conosciamo, ma quattro ombre scheletriche, denutrite e ferite, solo un’ombra lontana di cani di razza.
Erano visibilmente abbandonati a se stessi, ancora con il collare al collo, costretti a vagare tra la boscaglia e a nutrirsi di scarti per cercare di sopravvivere. La più anziana del gruppo, la dolce Greta, pesava appena 34 chili, un peso drammaticamente basso per la sua stazza.
Sulla sua auto Beatriz aveva un sacco di croccantini e ha subito sfamato i giganti scheletrici, ma per portarli via serviva un’auto più capiente. Il tempo di assentarsi dieci minuti per liberare spazio nel bagagliaio e, al suo ritorno, i cani erano svaniti nel nulla. Lì è iniziata una ricerca senza sosta durata ben sei mesi. Nonostante abitasse a tre ore di distanza, Beatriz non si è mai arresa: ha perlustrato la zona, chiesto aiuto ai residenti, contattato volontari e forze dell’ordine. Poi, finalmente, la telefonata sperata: i cani erano stati avvistati di nuovo.
Beatriz si è fiondata sul posto e il recupero è andato a buon fine. Portati d’urgenza dal veterinario, per i quattro Alani – tra cui si era aggiunta un’altra femmina – è iniziato un lungo percorso di cura tra alimentazione controllata e la cosa più importante: l’affetto.
Oggi la sofferenza è solo un brutto ricordo. Le foto del prima e del dopo raccontano una rinascita meravigliosa: il maschio Bartholomeu ha preso ben 25 chili e tutti e quattro hanno finalmente mostrato la loro vera natura, fatta di dolcezza, vivacità e tanta voglia di coccole.
Un vero e proprio miracolo d’amore reso possibile dalla determinazione di un angelo custode che non si è voltato dall’altra parte. Buona nuova vita, giganti buoni!
Foto: La Stampa


