Un incrocio a sei corsie, uno di quelli super trafficati che esprimono al meglio le grandi città americane: qui Isabelle, uno scricciolo di cane, lottava per la vita nell’indifferenza di tutti.
Talmente piccola e fragile da passare inosservata, è stata invece avvistata da un giovane del Hearts Alive Village, un’associazione benefica, che si occupa di animali in difficoltà.
L’uomo è riuscito a recuperare la piccola Isabelle e come prima cosa l’ha portata in una clinica veterinaria. Questa è la prassi e serve a verificare la presenza o meno del microchip.
Proprio quest’ultimo è in grado di rivelare informazioni preziose sul cane, come la data di nascita, ma soprattutto, il proprietario.
Tantissimi sono i cani che ogni anno vengono smarriti negli States e Isabelle sembrava uno di quei cani a prima vista.
Rintracciata la sua proprietaria però, una frase lapidaria cambia il destino della cagnolina: “sono troppo malata per accudirla“. Una frase breve, ma con un significato enorme: forse Isabelle era stata abbandonata e non era semplicemente scappata.
Una verità scomoda, di cui non avremo mai certezza, ma che ha portato la piccola in un canile per la prima volta nella sua vita in tarda età. Nessun cane anziano dovrebbe mai entrare in canile.
Isabelle, terrorizzata dal quel luogo, si è ritrovata fra sbarre e sofferenza, ma per fortuna la sua sofferenza non è durata a lungo. Già perché questa storia ha un lieto fine: una donna l’ha vista nello stesso giorno in cui era arrivata. È bastato uno sguardo. Isabelle è stata adottata subito, senza esitazioni ed oggi può vivere felice quegli ultimi anni che le restano.
Foto: La Stampa


