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Io e Daisy, diario di una vita insieme. Se fossi un cane, sarei come lei (capitolo 19)

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Dai, Daisy! Facciamo una foto insieme!Sto per scattare e si gira di spalle, stessa cosa fa la seconda e la terza volta, tanto che alla fine, per immortalare il suo simpatico musetto, decido, rassegnata, di girarmi io dall’altro verso. In queste foto emerge tutto il carattere di Daisy, fin da piccola.

Tenace, decisa, testarda, poco accomodante…è un po’ il mio alter-ego! Probabilmente se fossi un cane, sarei proprio come Daisy! Ad un certo punto, vivendo insieme, come penso succeda per le coppie di fidanzati, si finisce un po’ per assomigliarsi e si capiscono sempre meglio le esigenze dell’altro.

So che Daisy, appena ci svegliamo, è contenta se facciamo subito una passeggiata, dove si sfoga, si scarica e poi, una volta a casa, mangia tranquilla, accetta meglio che io faccia colazione senza chiedere cibo in continuazione e, se ha incontrato qualche amichetto da rincorrere, può essere anche che si appisoli sul suo morbido cuscino.

Se le cose non vanno così, mugola un po’ per ricordarmi il suo desiderio di uscire, ma, ultimamente, accetta anche delle routines diverse. In pausa pranzo, quando torno a casa, sa che faremo una passeggiata più breve, e quando io mi perdo e procrastino, mi ricorda che abbiamo un appuntamento a cui lei tiene particolarmente.

Da quando ho iniziato a fare yoga la sera, l’ho abituata ad una nuova routines: passeggiamo subito appena torno da lavoro, scappo a fare la mia attività e, una volta tornata, io ceno e cena anche Daisy. Settimana scorsa però, per la prima volta da quando mi sono iscritta a yoga, non mi sono sentita molto bene e quindi, una volta rientrata a casa, anziché mettermi a cenare, come da copione, ho dato da mangiare a Daisy e sono subito andata a dormire.

Questo cambiamento ha un po’ disorientato la mia coinquilina, che mi ha guardata perplessa, non comprendendo bene cosa stesse succedendo. Una volta assodato il fatto che non mi sarei rialzata dal letto a breve, ha deciso di farmi compagnia e si è messa a riposare sopra le mie gambe. In un periodo un po’ scombussolato, come queste ultime settimane per me, la presenza di Daisy si è rivelata ancora una volta super preziosa perché, ad esempio, quella sera, percepire il ritmo del suo respiro sia uditivamente sia attraverso il tatto, per la pressione che esercitava sulle mie gambe, ha avuto per me un effetto calmante e mi ha aiutata a raggiungere una maggiore pace, più facilmente.


Fine Capitolo 19

(settimanalmente Federica ci racconterà un capitolo della sua vita con Daisy)
➔ Puoi leggere qui gli altri capitoli di “Io e Daisy, diario di una vita insieme”

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