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Il “Dogs Act” inglese e l’American Bully XL addestrato a uccidere: condannato un uomo a 3 anni di carcere

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Forse pochi sanno, che da circa un anno, in tutta l’Inghilterra è entrato in vigore il cosiddetto “Dogs Act”, un testo che mira a eliminare, la detenzione di alcune razze di cani ritenute pericolose, tramite regole molto stringenti e addirittura l’abbattimento di queste.

L’obiettivo è ridurre gli incidenti che si stanno verificando (inspiegabilmente tutti insieme, anche in Italia) legati ad aggressioni da parte di cani agli esseri umani.

Sono sempre di più le notizie che stanno affollando i media in questi giorni, legate ad aggressioni, spesso letali, da parte di cani di razza Bully XL e Pitbull.

Una di queste notizie è legata alla vicenda straziante di un American Bully XL, detenuto da un uomo che ha lo ha usato volutamente per far fuori il vicino di casa. La vittima è stata morsa ripetutamente al collo e trascinata per metri. Lo stesso aguzzino ha poi chiamato i soccorsi.

Il cane è stato abbattuto sul posto dalla polizia, in un circolo di violenza senza fine e il suo padrone arrestato.

Ci chiediamo se il Dog Act, che sta uccidendo milioni di cani in tutto lo Stato, abbia davvero senso e se invece non sarebbe più consono controllare capillarmente gli allevamenti e fornire di patentino, coloro che vogliono detenere determinate razze.

Un cane non nasce mai “aggressivo”, ma potrebbe diventarlo, se, come in quest’ultimo caso inglese, viene addestrato all’inseguimento e alla guardia.

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