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L’amore di Totò per i cani non è cosa nota a tutti. In molti non sanno che il celebre attore comico, commediografo e poeta italiano, fu un grande amante dei cani e cercò di salvarne quanti più possibile da morti atroci.
Nel primo Novecento i cani non godevano degli stessi diritti di cui godono oggi. Il maltrattamento e le uccisioni di questi animali erano più frequenti sicuramente. Il retaggio culturale italiano era alquanto limitato sul tema animali in generale e i cani non facevano eccezione.
Spesso i cani erano torturati per la strada da bambini in cerca di stupido “svago” o ancora cacciati dalle abitazioni, perché considerati sporchi e indegni, se questi vi si avventuravano per sbaglio.
Totò portò per la prima volta all’attenzione dei media queste situazioni di degrado, sostenendo che i cani fossero meglio di alcune persone.
Ma Totò fece di più: paragonò i cani ai bambini sostenendo che i bambini meritano cure e attenzioni, così come i cani, esseri ugualmente innocenti.
L’attore salvò poi centinaia di cani dalle camere a gas, usate per “ripulire” le città dai troppi cani randagi. Solo nel 1991 infatti, una legge vietò per sempre questa barbarie. Prima di quella data, i cani, così come i gatti, venivano inutilmente giustiziati quando superavano di numero certi limiti.


