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Legato con una corda di metallo su un terrazzo assolato, senza cibo, acqua e riparo. Una morte lenta, una sofferenza atroce per un cucciolo trovato senza vita dai Vigili del Fuoco. Ora la coppia di venticinquenni rischia fino 3 anni di reclusione. Pena inasprita dal giudice del 50% per aver cagionato la morte del cane.
A dare l’allarme erano stati i vicini di casa, insospettiti dal tanto guaire del cane. Un pianto vero e proprio. Quando però i soccorsi sono arrivati sul posto, era già troppo tardi. Il cane era morto di stenti.
Lo hanno prima legato a un guinzaglio, al sole, senza né cibo né acqua, su un terrazzo senza riparo e poi lo hanno lasciato morire. Nei guai i due giovani che ora dovranno rispondere alla legge.
E’ successo a Latte, frazione di Ventimiglia, Liguria, dove gli agenti della Polizia, giunti sul luogo dell’accaduto insieme ai Vigili del Fuoco, hanno provveduto formalmente a denunciare i due ed accertarne la responsabilità penale. Si ignorano le cause del gesto, ma si tratta ovviamente di atto volontario e non una semplice omissione o distrazione.
Ricordiamo che le attuali leggi in materia di maltrattamento animale non lasciano spazio al dubbio: l’Articolo 544-ter del Codice Penale stabilisce che chiunque, per crudeltà o senza necessità, provoca lesioni a un animale o lo sottopone a sevizie e fatiche insopportabili, è punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni e con una multa. In questo caso è stato richiesto un innalzamento della pena poiché le sevizie hanno ucciso l’animale.
Credits foto: Primocanale.it


