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Affrontare un elettroencefalogramma con un sorriso, vivere una visita specialistica con meno ansia e trasformare la paura in curiosità grazie alla presenza di un cane. Succede all’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, dove la pet therapy è entrata a far parte del percorso di cura dei piccoli pazienti del Centro Regionale di Epilettologia Infantile.
Il progetto dimostra ancora una volta come il legame tra bambini e animali possa diventare un prezioso alleato anche in ospedale, aiutando ad affrontare momenti delicati con maggiore serenità.
Indice Articolo
Un cane per rendere meno spaventose visite ed esami
L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Centro Regionale di Epilettologia Infantile (CREI) dell’Ospedale Fatebenefratelli, l’associazione Frida’s Friends e Purina, che da anni sostiene progetti di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA).
Dopo una fase sperimentale iniziata lo scorso dicembre, il progetto è diventato parte integrante delle attività del reparto di Neurologia Pediatrica.
L’obiettivo è semplice ma importante: aiutare i bambini ad affrontare visite, controlli ed esami con meno paura e maggiore fiducia.
Come funziona la pet therapy
Ogni incontro viene preparato con attenzione.
Prima della seduta, gli operatori di Frida’s Friends ricevono informazioni sulle condizioni cliniche ed emotive del bambino, così da costruire un’attività personalizzata.
Il cane, sempre accompagnato dal proprio operatore specializzato, diventa così un vero e proprio mediatore relazionale.
La sua presenza aiuta il piccolo paziente a rilassarsi, distrae dall’ansia legata agli esami e favorisce un clima di fiducia nei confronti del personale sanitario.
Attualmente gli incontri si svolgono una volta alla settimana e coinvolgono da uno a tre bambini per ogni sessione.
Un aiuto prezioso per i bambini con patologie neurologiche
Il Centro segue bambini e adolescenti affetti da patologie neurologiche complesse, tra cui:
- epilessia;
- disturbi dello spettro autistico;
- ritardi cognitivi;
- altre condizioni neurologiche dell’età evolutiva.
Per molti di loro gli accessi in ospedale sono frequenti e possono diventare fonte di forte stress.
La presenza di un cane contribuisce a rendere questi momenti meno traumatici e più gestibili.
Benefici anche per le famiglie
I vantaggi non riguardano soltanto i piccoli pazienti.
Secondo il personale sanitario, anche genitori e familiari vivono l’esperienza ospedaliera con maggiore tranquillità.
In alcuni casi, raccontano gli operatori, le famiglie cercano addirittura di programmare visite e controlli nei giorni in cui è prevista la pet therapy, proprio per offrire ai propri figli un supporto emotivo in più.
«Il cane facilita la relazione»
«Nei percorsi neurologici pediatrici la dimensione emotiva rappresenta un elemento fondamentale dell’esperienza di cura», spiega Luca Bernardo, direttore del Dipartimento di Medicina dell’Infanzia, dell’Età Evolutiva e della Medicina di Genere dell’ospedale Fatebenefratelli.
Le prime esperienze, sottolinea, hanno mostrato come la presenza degli animali favorisca la relazione con i bambini e li aiuti ad affrontare il percorso ospedaliero con maggiore serenità.
Dello stesso parere anche Mario Colombo, presidente di Frida’s Friends.
Secondo lui il cane è diventato un vero facilitatore relazionale, capace di creare fiducia e trasformare momenti normalmente vissuti con ansia in esperienze più positive.
Una rete di progetti che cresce
Quello del Fatebenefratelli fa parte di un programma più ampio dedicato agli Interventi Assistiti con gli Animali.
Purina sostiene infatti iniziative analoghe anche presso:
- l’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, con bambini affetti da atrofia muscolare spinale;
- la Dental School dell’Ospedale Molinette di Torino, per piccoli pazienti con disabilità;
- la Residenza Anna e Guido Fossati di Monza, dove la pet therapy è rivolta ad anziani con Alzheimer e altre forme di decadimento cognitivo.
Quando un cane cura senza medicine
La pet therapy non sostituisce le cure mediche, ma può renderle più efficaci dal punto di vista emotivo.
Uno sguardo, una carezza o qualche minuto trascorso accanto a un cane possono ridurre la tensione, favorire la collaborazione durante gli esami e trasformare un ambiente percepito come spaventoso in un luogo un po’ più accogliente.
Perché, a volte, il primo passo verso la cura non passa da un farmaco, ma dalla fiducia. E un cane sa costruirla meglio di chiunque altro.


