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L’accusa è di maltrattamento aggravato ai danni del cane del vicino: nei guai un sessantenne colpevole di aver tentato di uccidere il quattrozampe con il lumachicida. I fatti risalgono a due anni fa. Il movente? La pipì sui muri.
Le attuali leggi in materia di maltrattamento animale non lasciano spazio ai dubbi. Un sessantenne di Trento è accusato di gravi maltrattamenti ai danni del cane di un vicino di casa.
L’uomo nega ogni accusa, ma le analisi sostengono una versione differente: il lumachicida sarebbe stato messo all’ingresso del portone di casa, proprio per arrecare danno al cane che aveva il vizio di fare la pipì all’ingresso.
La colpa in questi casi non può essere data all’animale, ma al padrone che lo guida. Purtroppo però a farne le spese, sono sempre i nostri amici a quattro zampe.
Il Fido, poi ricoverato, sarebbe stato in fin di vita.
Secondo quanto ricostruito il cane, che stava passeggiando insieme alla sua padrona lungo la strada, sarebbe stato attirato da un odore e si sarebbe avvicinato con il muso. Da qui il contatto con la sostanza tossica.


