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Erano circa le 14 quando il silenzio di un palazzo Ater in Torrevecchia, a Roma, si è spezzato. In via Decio Azzolino, di fronte all’ufficio di collocamento, alcuni residenti hanno prima percepito deboli guaiti, poi un tonfo secco capace di far affacciare mezza palazzina. A terra, sul prato che costeggia lo stabile, giaceva Smile, un piccolo incrocio di circa nove anni: era ancora vivo, ma agonizzante. Il cane sarebbe precipitato dal quinto piano dell’appartamento in cui viveva, dopo essere stato lasciato sul balcone sotto il sole cocente di luglio. L’erba non ha attutito l’impatto e, nonostante i tentativi di soccorrerlo, pochi minuti dopo l’animale è morto, sotto gli sguardi attoniti dei vicini.
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Il volo dal quinto piano davanti ai residenti
Secondo le testimonianze raccolte sul posto, tutto è avvenuto in pochi istanti. Qualcuno, allarmato dai lamenti, si è affacciato giusto in tempo per vedere il corpo già a terra; altri riferiscono che il volo è partito dal quinto piano, circa quindici metri d’altezza. Il caldo estremo delle ore centrali, dicono i residenti, potrebbe aver indotto l’animale a cercare disperatamente ombra o una via di fuga. Il prato non ha potuto nulla contro l’energia dell’impatto: sangue e tracce scure sono rimasti visibili per ore. Nel frattempo, c’è chi ha avvisato i proprietari e chi ha chiamato la Polizia Locale di Roma Capitale, chiedendo un intervento urgente, mentre Smile perdeva sangue dalla bocca e mostrava i segni di un trauma irreversibile.
Tensione e rimozione del corpo prima dei rilievi
È quanto è accaduto subito dopo a far montare la rabbia del quartiere. Uno dei proprietari sarebbe sceso in strada, ha raccolto il corpo del cane ancora agonizzante e lo ha portato via prima dell’arrivo degli agenti, ignorando l’invito di una condomina a non toccare nulla in attesa dei rilievi. Alla richiesta di lasciarlo lì, l’uomo avrebbe reagito con frasi minacciose. Quando una pattuglia del XIII Gruppo Aurelio è giunta sul posto, di Smile non c’era più traccia: sul prato restavano soltanto le macchie di sangue e i segni della caduta. Gli agenti hanno quindi ascoltato i presenti e avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica e rintracciare i proprietari.
Il quartiere chiede giustizia per Smile
Nel rione cresce intanto la preoccupazione che il cane non fosse identificato con microchip, ipotesi che renderebbe più difficile ogni verifica sul decesso. Gli abitanti raccontano di aver visto spesso Smile passeggiare senza guinzaglio con la proprietaria, motivo di discussioni per timori legati alla sicurezza. Oggi la richiesta è unanime: «giustizia per Smile». Secondo molti, lasciare un animale per ore sul balcone esposto al sole può configurare una grave negligenza, se non un possibile maltrattamento di animali. Il quartiere chiede che siano chiarite eventuali responsabilità e che la morte di Smile non passi sotto silenzio.
Le verifiche della Polizia Locale
Le indagini della Polizia Locale di Roma Capitale proseguono per accertare con precisione cosa sia successo fra i piani alti della palazzina Ater e il prato sottostante. Gli agenti del XIII Gruppo Aurelio stanno ricostruendo orari, testimonianze e spostamenti successivi alla caduta, inclusa la rimozione del corpo prima dei rilievi. Tra i punti da verificare: l’identità formale del proprietario, l’eventuale presenza del microchip, le condizioni in cui l’animale veniva custodito e dove sia stato portato dopo l’impatto. Saranno gli esiti degli accertamenti a delineare eventuali profili di responsabilità.
Caldo e balconi: prevenzione e responsabilità
Il dramma di Torrevecchia riaccende l’attenzione sui rischi dell’estate per i cani lasciati soli in spazi esposti, come balconi e terrazzi. Le alte temperature, l’assenza di ombra e di acqua fresca possono provocare rapidamente colpi di calore e panico, spingendo l’animale a comportamenti imprevedibili. Nelle ore più calde è essenziale garantire zone ombreggiate e sicure, superfici non roventi e barriere adeguate; finestre e ringhiere andrebbero messe in sicurezza per evitare scavalcamenti. Una corretta custodia non è solo buon senso: è un dovere verso il benessere animale e un elemento chiave di prevenzione.
Credits Foto: 7colli.it


