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Quindici cani, già adottati, bloccati in un canile nel Molise: intervento dell’OIPA per salvare gli animali

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L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) interviene sul caso dei 15 cani adottati da alcune famiglie in Germania, grazie all’impegno diretto della Sezione OIPA di Termoli. Nonostante le adozioni già avviate, gli animali si trovano ancora in un canile del Molise e, a causa di un intoppo burocratico, rischiano addirittura di essere trasferiti in un’altra struttura, compromettendo così la possibilità di un’adozione definitiva.

La Sezione OIPA di Termoli aveva individuato famiglie idonee in Germania, seguendo direttamente l’iter di affido e monitorandone la corretta gestione. La procedura aveva però subito un primo rallentamento a causa del mancato rilascio del passaporto europeo, obbligatorio per i viaggi transfrontalieri.

Successivamente, nonostante il problema fosse stato risolto grazie alla produzione dei documenti necessari, questi ultimi non sono mai stati consegnati alla Sezione, rendendo di fatto impossibile il trasferimento dei cani. Ma non è tutto, perché allo stato attuale gli animali rischiano di essere trasferiti in un altro canile a seguito di un provvedimento del Comune di Termoli, settore 5, Ecologia-Ambiente e Sicurezza ambientale.

L’OIPA ha immediatamente inviato una diffida al Comune chiedendo di sospendere il trasferimento, nel rispetto del benessere degli animali e segnalando anche il possibile danno erariale, ma a oggi non è pervenuto alcun riscontro.

“Questi cani hanno una famiglia che li aspetta e non è accettabile che siano costretti a restare in canile, o addirittura essere trasferiti in un’altra struttura, a causa di un intoppo amministrativo. Chiediamo alle autorità competenti di intervenire con urgenza per garantire il rispetto delle procedure, ma soprattutto il benessere degli animali e il diritto delle famiglie adottanti a poterli accogliere”.

Luigina Campanaro, vice-delegata OIPA Termoli

L’OIPA ricorda che l’adozione rappresenta uno strumento fondamentale per contrastare il randagismo, soprattutto nelle regioni dove il fenomeno è più diffuso. Bloccare o rallentare queste procedure significa aggravare la pressione sulle strutture, danneggiare l’economia pubblica e, soprattutto, prolungare inutilmente la permanenza degli animali in canile.

L’Associazione si è quindi attivata nelle opportune sedi legali, non avendo mai ricevuto alcun riscontro alle comunicazioni inviate al Comune e a tutti i soggetti coinvolti.

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