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Quattro minori di età inferiore ai 14 anni sono stati avviati a un percorso di educazione speciale dopo essere stati coinvolti in un grave episodio di maltrattamento ai danni di alcuni cani randagi nella città di Jieyang, nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina.
La vicenda ha suscitato forte indignazione sui social cinesi dopo la diffusione di alcuni video che mostrerebbero i ragazzi mentre infliggono violenze a una cagna e al suo cucciolo, provocandone la morte tra gravi sofferenze. La cagna viene prima picchiata con un bastone e poi data alle fiamme.
Secondo quanto riferito dalle autorità locali, l’indagine è stata avviata dopo che i filmati hanno iniziato a circolare online, raccogliendo migliaia di condivisioni e commenti. Le immagini, diffuse inizialmente sulla piattaforma Weibo e successivamente rilanciate da diversi media e utenti, mostrerebbero quattro minori intenti a maltrattare gli animali.
L’episodio ha acceso un acceso dibattito sul benessere animale e sulla necessità di rafforzare l’educazione al rispetto degli esseri viventi fin dalla più giovane età.
L’amministrazione locale di Xinheng ha confermato l’apertura di un’indagine e ha annunciato che i quattro minori sono stati inseriti in strutture dedicate a un percorso di educazione speciale.
Parallelamente, le autorità scolastiche hanno disposto un rafforzamento delle attività educative rivolte agli studenti, mentre ai genitori e ai tutori dei ragazzi è stato chiesto di assumere un ruolo più attivo nella loro educazione e nella vigilanza sui comportamenti quotidiani.
Stop alla diffusione dei video

Nel comunicato ufficiale, le autorità hanno inoltre invitato cittadini e media a non continuare a diffondere immagini e informazioni che possano consentire l’identificazione dei minori coinvolti.
È stato anche rivolto un appello agli utenti della rete affinché evitino episodi di cyberbullismo, ricordando che, nonostante la gravità dei fatti contestati, i protagonisti della vicenda sono bambini di età inferiore ai 14 anni.
Episodi di questo tipo riaccendono l’attenzione su un tema affrontato da numerosi studi internazionali: la crudeltà verso gli animali può rappresentare un importante campanello d’allarme di comportamenti antisociali e aggressivi.
Per questo motivo molti esperti sottolineano come, oltre agli eventuali provvedimenti previsti dalla legge, siano fondamentali interventi educativi tempestivi, il coinvolgimento delle famiglie e un percorso di supporto psicologico quando necessario, con l’obiettivo di prevenire il ripetersi di simili episodi e promuovere una cultura del rispetto verso ogni forma di vita.
Fonte: Global Times



