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C’è una violenza che va oltre ogni immaginazione. Una crudeltà gratuita che colpisce esseri indifesi e che dovrebbe indignare chiunque. A Gavirate, in provincia di Varese, un altro gatto è stato trovato torturato e dato alle fiamme all’interno della colonia felina accudita dalle volontarie dell’Associazione Amici dell’Uomo.
Si tratta del secondo episodio in appena pochi giorni. Già lo scorso 2 luglio era stato rinvenuto un primo gatto ucciso con modalità analoghe, chiuso all’interno di un sacchetto. Venerdì 10 luglio, invece, nella parte più vecchia della colonia, nei pressi del cimitero, la terribile scoperta si è ripetuta.
Le volontarie, profondamente sconvolte, hanno deciso di non diffondere le fotografie dell’animale. Le immagini sarebbero troppo cruente. Chi ogni giorno dedica tempo, affetto e risorse per garantire cibo, acqua e cure ai gatti randagi si è trovato davanti a una scena difficile persino da descrivere.
Questi animali vivono da anni nella colonia felina, non rappresentano un pericolo per nessuno e vengono accuditi con amore. Eppure qualcuno ha scelto di infierire su di loro con una violenza che lascia senza parole.
Chi tortura un animale è un pericolo per tutta la società
Episodi di questo genere non possono essere liquidati come semplici atti di vandalismo. Chi è capace di torturare e bruciare vivo un animale manifesta una pericolosità sociale che non può essere sottovalutata. Per questo è fondamentale che i responsabili vengano individuati al più presto e perseguiti con la massima severità prevista dalla legge.
Chiunque abbia visto qualcosa o disponga di informazioni utili è invitato a rivolgersi alle Forze dell’Ordine o alle associazioni che seguono il caso.
Ogni gesto di silenzio rischia di trasformarsi in complicità.
Credits Foto: Pixabay.com (immagine illustrativa)


