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Messina e l’ordinanza che vieta di dare cibo ai randagi

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Un provvedimento firmato dal commissario straordinario di Messina ha acceso i riflettori su un tema delicato: la nutrizione dei cani e gatti randagi sul territorio comunale. L’ordinanza stabilisce che l’alimentazione sul suolo pubblico sia ammessa solo per soggetti autorizzati o referenti di colonie feline regolarmente censite, e vieta ogni somministrazione che possa generare sporcizia, degrado o residui organici. L’obiettivo dichiarato è preservare il decoro e l’igiene urbana senza negare il sostentamento agli animali, affidando la gestione a chi opera legalmente sul territorio. L’effetto immediato è una promessa di regole chiare, misurate e pensate per ridurre l’impatto sul tessuto urbano, pur mantenendo viva l’attenzione sui bisogni degli animali e sulle attività dei volontari che quotidianamente si occupano di questo tema.

Contesto e contenuto dell’ordinanza

La norma specifica che l’alimentazione di cani e gatti randagi sul suolo pubblico è ammessa solo per soggetti autorizzati o referenti di colonie felines regolarmente censite, con l’obiettivo di evitare accumuli di cibo e rifiuti. Viene vietata qualsiasi azione che possa compromettere l’igiene e la pulizia delle strade, e si invita a tutelare il decoro urbano senza eliminare la possibilità per i volontari di assistere gli animali. L’atto riconosce la complessità del fenomeno e propone una gestione regolamentata, affidando a figure riconosciute la responsabilità di garantire cibo, monitoraggio e corretto smaltimento dei residui. In sintesi, si cerca un equilibrio tra benessere animale e responsabilità civica.

Quadro giuridico e Dibattito

Il Partito Animalista Italiano sottolinea che la norma potrebbe entrare in tensione con la legge 281 del 1991, che non vieta la nutrizione purché venga mantenuta pulita l’area. La giurisprudenza segnala un orientamento favorevole ai gesti di cura: la sentenza del Tribunale di Milano n. 23693 del 2009 ha riconosciuto i gatti come animali sociali a libertà di movimento, tutelandone la nutrizione da parte delle gattare e dei volontari. In questa cornice, l’intervento dell’ASL e di altre realtà di tutela animale è visto come parte di un tavolo di confronto, non come un bavaglio all’assistenza. Il dibattito resta aperto e la posizione del partito rimarca l’esigenza di una soluzione pratica, che rispetti leggi e diritti degli animali.

La posizione del Partito Animalista

Carlo Callegari, dirigente nazionale del Partito Animalista, chiede esplicitamente la sospensione del punto relativo alla somministrazione di alimenti sul suolo pubblico, limitandolo ai soli soggetti autorizzati. Pur riconoscendo l’importanza di mantenere il decoro e l’igiene, sostiene che la tutela degli animali passi anche dal garantire un sostentamento minimo ai meno fortunati, spesso assicurato da volontari e appassionati senza strutture comunali. La critica mira a evitare che misure burocratiche compromettano l’impegno civico quotidiano e invitano a convocare rapidamente Asp e associazioni animaliste per un tavolo di confronto.

Proposte e tavolo di confronto

La proposta avanzata è modificare l’ordinanza o convocare un incontro urgente con Asp e le associazioni animaliste per definire regole pratiche che tutelino igiene, sicurezza e dignità degli animali. L’obiettivo è trasformare una norma apparentemente restrittiva in uno strumento di prevenzione del randagismo, con controllo, educazione civica e misure di supporto alle strutture di accoglienza e cura. Nel frattempo, l’amministrazione resta impegnata a monitorare l’impatto della normativa e a facilitare la collaborazione tra cittadini, volontari e soggetti autorizzati.

Prospettive e sviluppi

Mentre Messina si prepara ai prossimi aggiornamenti, l’attenzione resta alta sulla necessità di politiche efficaci per il benessere animale e la qualità della convivenza urbana. In scena entrano strumenti di prevenzione, campagne di sterilizzazione e miglioramenti logistici per le aree pubbliche, insieme a percorsi di informazione per la cittadinanza. L’orizzonte è chiaro: rispondere ai bisogni degli animali senza compromettere la pulizia delle strade, con una lettura pragmatica che tenga conto di tutte le componenti della comunità.

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