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L’Europa verso l’addio alla sperimentazione animale in alcuni settori. OIPA: “Decisione apripista”

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L’Europa si prepara a dire addio entro il 2029 alla sperimentazione sugli animali nelle valutazioni di sicurezza chimica in 15 settori (tra cui pesticidi e biocidi, prodotti farmaceutici e additivi per alimenti e mangimi), avviando una graduale transizione verso l’adozione di tecniche di test cruelty-free.

Un passo avanti importante che l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) accoglie come un segnale estremamente positivo, anche perché segue la decisione dell’UE dello scorso febbraio di rivedere entro la stessa data le norme relative ai test sugli animali per detergenti e prodotti per la pulizia.

L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere l’Europa all’avanguardia nella ricerca e nell’innovazione, ed è indubbio che i progressi scientifici e tecnologici puntino verso tecniche alternative alla sperimentazione animale, considerata da diversi esperiti del settore superata e qualitativamente inferiore rispetto ai modelli animal-free. Ogni specie è differente, per metabolismo e altri parametri fisiologici, e di conseguenza nessun risultato conseguito sugli altri animali sarà mai adattabile all’uomo.

“L’Unione Europea si muove finalmente verso una ricerca scientifica cruelty-free, riconoscendo che le attuali metodologie risultano obsolete oltre che, dal nostro punto di vista, eticamente inaccettabili. L’OIPA continuerà nella propria battaglia culturale e istituzionale per ottenere un cambiamento. Ovviamente anche in Italia dove, lo ricordiamo, lo scorso gennaio il Governo ha eliminato alcune restrizioni nazionali alla sperimentazione animale nei trapianti tra specie diverse e negli studi sulle sostanze d’abuso, nell’ambito dell’adeguamento alla normativa europea”.

Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia

L’OIPA auspica che l’avvio del periodo di transizione previsto rappresenti un’occasione per dimostrare concretamente la validità e l’affidabilità dei metodi di sperimentazione senza animali. Investire nella ricerca consentirà di consolidare un modello scientifico più etico e moderno, ma potrà anche contribuire a una crescente consapevolezza collettiva, favorendone l’adozione anche in altri settori.

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