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Era solo, chiuso in un appartamento disabitato, senza cibo e senza acqua. Quando i soccorritori lo hanno trovato, era così debilitato da non riuscire nemmeno a reggersi in piedi. Per sopravvivere avrebbe ingerito le proprie feci e bevuto la propria urina. Oggi Pongo è vivo grazie al tempestivo intervento delle Guardie Zoofile dell’OIPA di Pesaro-Urbino.
Una storia drammatica che dimostra quanto una semplice segnalazione possa salvare la vita di un animale.
Indice Articolo
Un appartamento trasformato in una prigione
Pongo, un cane simil dogo di circa sei anni, è stato trovato all’interno dell’abitazione della sua proprietaria, nella zona di Fano, durante un controllo effettuato dalle Guardie Zoofile dell’OIPA di Pesaro-Urbino.
L’intervento è scattato anche grazie alle segnalazioni di alcuni vicini, insospettiti dalla situazione.
Quando i volontari sono entrati nell’appartamento si sono trovati davanti una scena straziante.
Il cane era estremamente magro, sporco dei propri escrementi e talmente debilitato da non riuscire a stare in piedi.
Per sopravvivere aveva bevuto la propria urina
Secondo quanto emerso durante gli accertamenti, Pongo sarebbe rimasto senza cibo e senza acqua per un lungo periodo.
Nel disperato tentativo di restare in vita avrebbe ingerito le proprie feci e bevuto la propria urina.
Una situazione di gravissima sofferenza che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia se i soccorsi fossero arrivati anche solo qualche giorno più tardi.
Il ricovero d’urgenza gli salva la vita
Pongo è stato immediatamente trasportato in una clinica veterinaria.
Gli esami hanno confermato un quadro clinico molto serio, caratterizzato da una grave malnutrizione e da uno stato di forte debilitazione dovuto alle settimane trascorse senza le cure necessarie.
Grazie alle terapie ricevute, il cane ha iniziato lentamente a migliorare e continua oggi il suo percorso di recupero.
Proprietaria denunciata
Considerata la gravità dei fatti, gli animali sono stati posti sotto sequestro e la proprietaria è stata deferita all’Autorità giudiziaria con l’accusa di abbandono e maltrattamento di animali.
Saranno ora gli accertamenti della magistratura a chiarire ogni responsabilità.
«Per Pongo siamo arrivati in tempo»
«Pongo oggi è in costante miglioramento grazie alle cure che sta ricevendo, ma purtroppo la sua non è una storia isolata», spiega Chiara Frattini, coordinatrice delle Guardie Zoofile OIPA della provincia di Pesaro e Urbino.
«Esistono ancora moltissime situazioni di sofferenza e maltrattamento che rimangono nell’ombra a causa dell’omertà e dell’indifferenza. Per Pongo siamo riusciti ad arrivare in tempo grazie alla tempestiva segnalazione effettuata da volontari coraggiosi.»
Segnalare può salvare una vita
L’OIPA ricorda che ogni cittadino può fare la differenza.
Quando si sospetta che un animale sia vittima di abbandono, maltrattamento o gravi condizioni di incuria, è fondamentale avvisare tempestivamente le autorità competenti o le Guardie Zoofile.
Un intervento rapido può impedire che la situazione degeneri e, come nel caso di Pongo, può significare la differenza tra la vita e la morte.
Una seconda possibilità
Oggi Pongo sta lentamente recuperando peso e forza.
Le ferite più profonde, però, non sono solo quelle del corpo. Per un cane lasciato solo, affamato e senza alcuna possibilità di chiedere aiuto, tornare a fidarsi richiederà tempo, pazienza e tanto amore.
La sua storia è anche un promemoria per tutti noi: non ignorare mai un sospetto. Dietro una porta chiusa potrebbe esserci un animale che aspetta qualcuno disposto ad ascoltare il suo silenzioso grido d’aiuto.




