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Una svolta significativa arriva da Giacarta: dopo un incremento di contagi da rabia che ha causato decessi nelle settimane iniziali del 2025, la capitale indonesiana ha introdotto una norma che vieta vendita e consumo di carne proveniente da cani, gatti e pipistrelli. L’obiettivo è proteggere la salute pubblica e ridurre il rischio legato al commercio illegale di carne, spesso alimentato da mercati poco regolamentati. L’adozione, annunciata dal governatore, arriva in un periodo in cui la consapevolezza sui rischi zoonotici è alta e richiede risposte rapide e pragmatiche, capaci di collocarsi in una cornice etica e sanitaria.
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Una risposta alla rabbia e alla salute pubblica
Il provvedimento nasce dall’urgenza di contenere una diffusione che ha provocato 25 decessi tra gennaio e marzo 2025, secondo i dati del ministero della salute. Il governatore Pramono Anung ha sottolineato l’impegno a intervenire per proteggere l’intera popolazione, spiegando che la normativa mira a interrompere la filiera che collega allevatori, commercianti e consumatori. Con una transizione di sei mesi, l’amministrazione intende offrire tempo agli attori economici di adeguarsi, evitando vuoti normativi e riducendo i contatti con animali potenzialmente vettori della rabbia.
Cosa prevede Jakarta Regulation No. 36/2025
La norma vieta la vendita di animali vivi, carcasse o prodotti provenienti da specie in grado di trasmettere la rabbia, sia crudi sia lavorati. Le sanzioni vanno dall’ammonimento scritto fino alla chiusura delle attività e alla revoca della licenza, con gravi variazioni a seconda della violazione. Il regolamento, spiegato dal governatore, riguarda non solo la carne ma anche altri prodotti derivati da tali animali. Sarà applicato con una fase di transizione che consente agli attori coinvolti di conformarsi senza creare vuoti normativi.
Impatto, reazioni e contesto internazionale
Le organizzazioni per i diritti degli animali applaudono la decisione, ritenendola coerente con la tutela degli animali e della popolazione. Dog Meat Free Indonesia stima che a Giacarta vengano macellati circa 9.500 cani al mese, spesso trasportati illegalmente da aree ad alto rischio di rabbia. Alcuni ristoratori hanno sollevato obiezioni legate a motivazioni culturali, ma la veterinaria Merry Ferdinandez osserva che solo 11 delle 38 province risultano finora indenni dalla rabbia, e che il commercio illegale potrebbe aggravare la situazione. A livello regionale, la Corea del Sud ha adottato una legge nel 2024 per eliminare il settore entro il 2027, riflettendo una tendenza simile in diversi Paesi asiatici.
Prospettive e nuove sfide
La cornice normativa segna un passo importante per la sanità pubblica e il benessere animale in Asia, accompagnato da una sfida di enforcement, controllo dei mercati e cooperazione transfrontaliera. L’intervento, seppur complesso, invia un chiaro segnale sull’impegno del governo locale a contrastare pratiche rischiose per la salute e a promuovere pratiche alimentari sostenibili. Guardando avanti, la gestione delle filiere illegali potrebbe favorire l’adozione di politiche preventive e stimolare dibatti pubblici su etica e cultura alimentare.


