Domenica 15 febbraio, davanti alla Procura di Rieti, si è tenuto un presidio nazionale in difesa dei cani di razza Siberian Husky detenuti nell’allevamento di Ponzano Romano. Associazioni, attivisti e cittadini sono arrivati da tutta Italia per dire basta al silenzio e chiedere risposte concrete sul destino dei quasi trecento cani che vivono in condizioni critiche.
Al fianco del Collettivo Voce Animale erano presenti: l’Avvocato David Zanforlini, Animal Liberation, Animalisti Italiani, Vita da cani, Rete dei Santuari di Animali Liberi, OIPA, LNDC, LEAL, Aida&A OdV, Animalinsieme Onlus, Gloria Cossio Di Codroipo, Daniela Poggi, Loredana Cannata, insieme a molti cittadini. Tutti uniti per una richiesta fondamentale: conoscere le condizioni di salute degli animali e garantire loro diritti e dignità.
L’odissea degli Husky di Ponzano inizia nel 2021, quando i Carabinieri e i Forestali trovarono 110 cani rinchiusi in gabbie e strutture fatiscenti. Nonostante le segnalazioni ripetute, il procedimento fu archiviato. A novembre 2024, Gloria Cossio Di Codroipo presenta una nuova denuncia, e a febbraio 2025 le autorità rilevano che il numero dei cani è più che raddoppiato e le loro condizioni non garantiscono il benessere animale. Nonostante ciò, i cani non vengono trasferiti e restano affidati all’allevatore.
L’avvocato David Zanforlini, difensore di Animal Liberation e rappresentante di LEAL e OIPA, dichiara:
“Il maltrattamento è un reato istantaneo e permanente. Anche in assenza giustificata del proprietario, lo stato di sofferenza dei cani configurava un reato. Le istituzioni hanno il dovere di garantire benessere e diritti degli animali.”
Le denunce e gli accessi delle forze dell’ordine continuano, ma la Procura non ha ancora comunicato gli esiti degli accertamenti. La mobilitazione nazionale dimostra che cittadini, associazioni e testimonial non smetteranno di chiedere giustizia per questi cani, finché non avranno il futuro sicuro che meritano.


