Inoltre aggiungici come fonte preferita su Google
Si chiama Hero e la sua missione è molto speciale: trovare le esche avvelenate prima che possano uccidere altri cani e la fauna selvatica. Grazie al suo straordinario olfatto è diventato il protagonista della nuova Unità Cinofila Antiveleno (UCA) istituita dalla Provincia di Asti per contrastare un fenomeno ancora troppo diffuso nelle campagne italiane.
Un cane che protegge altri cani. Una storia che dimostra ancora una volta quanto i nostri amici a quattro zampe possano essere preziosi anche nella tutela della vita degli altri animali.
Indice Articolo
Chi è Hero
Hero è un cane appositamente addestrato per individuare bocconi ed esche avvelenate, spesso disseminati nelle campagne per colpire cani da caccia, animali selvatici o persino cani da compagnia.
Oltre a questa delicata attività, Hero è addestrato anche alla ricerca dei tartufi.
Dopo un percorso formativo svolto insieme alla società Nose Evolution ASD, il cane e il suo conduttore hanno superato l’esame di abilitazione che consente loro di operare ufficialmente sul territorio.
Come funziona l’Unità Cinofila Antiveleno
L’Unità Cinofila Antiveleno è composta da:
- Hero;
- il suo conduttore;
- un assistente operativo.
La squadra interviene ogni volta che arrivano segnalazioni di possibili esche avvelenate da parte di:
- cittadini;
- associazioni animaliste;
- Forze dell’ordine;
- enti pubblici;
- istituzioni locali.
L’obiettivo è semplice ma fondamentale: individuare rapidamente i bocconi tossici e rimuoverli prima che possano essere ingeriti da altri animali.
Un pericolo che riguarda tutti
L’utilizzo di esche avvelenate continua purtroppo a rappresentare una grave minaccia.
Non mette a rischio soltanto cani e gatti, ma anche volpi, lupi, rapaci, ricci e numerose altre specie selvatiche.
In alcuni casi i bocconi tossici vengono abbandonati persino nei parchi pubblici o lungo sentieri frequentati da famiglie, trasformandosi in un pericolo anche per i bambini.
Per questo la lotta agli avvelenamenti non riguarda esclusivamente il benessere animale, ma anche la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
«Un investimento concreto per la sicurezza»
Il presidente della Provincia di Asti, Simone Nosenzo, ha definito il progetto un importante passo avanti nella protezione del territorio.
Secondo Nosenzo, dotarsi di un servizio altamente specializzato significa investire nella sicurezza dei cittadini, nella tutela degli animali e nella salvaguardia dell’ambiente.
Sulla stessa linea anche il consigliere delegato Davide Migliasso, che ha sottolineato come il fenomeno delle esche avvelenate debba essere contrastato con decisione perché rappresenta una minaccia per l’intera collettività.
Come segnalare possibili esche avvelenate
Chi nota bocconi sospetti o ritiene di aver individuato esche avvelenate non dovrebbe mai toccarle direttamente.
La scelta più sicura è segnalarne immediatamente la presenza alle autorità competenti, che potranno attivare l’Unità Cinofila Antiveleno e mettere in sicurezza l’area.
Per informazioni o segnalazioni è possibile contattare l’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Asti.
Anche il Piemonte investe nelle unità cinofile
Parallelamente, la Regione Piemonte ha avviato un progetto sperimentale per creare il primo gruppo di unità cinofile della Polizia Locale a valenza regionale.
L’iniziativa, finanziata con un primo stanziamento di 30 mila euro, prevede l’impiego di cani addestrati in diverse attività operative, tra cui la ricerca di persone scomparse, il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, la gestione di grandi eventi e il supporto ai Comuni.
Un progetto diverso da quello di Hero, ma che conferma quanto le unità cinofile rappresentino oggi uno strumento sempre più prezioso per la sicurezza, la protezione del territorio e la tutela della comunità.
Perché a volte, il miglior alleato per salvare la vita di un cane… è proprio un altro cane.
In foto l’unità cinofila ed il consigliere provinciale Davide Migliasso


