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Svolta nelle indagini sulla morte di Otto, il lagotto investito mentre passeggiava al guinzaglio con la sua famiglia. I Carabinieri hanno identificato il conducente del SUV che, secondo gli investigatori, avrebbe travolto il cane senza fermarsi a prestare soccorso. Si tratta di un 29enne residente a Urbisaglia, denunciato per uccisione di animali e violenza privata.
La vicenda aveva profondamente colpito l’opinione pubblica per la dinamica dell’incidente e per la fuga del conducente dopo l’impatto.
Indice Articolo
L’investimento davanti alla famiglia
L’incidente risale alla sera del 7 luglio, in via San Marco, nella zona dell’Abbadia di Fiastra, nel Maceratese.
Otto, un lagotto adottato dopo essere stato salvato dall’abbandono nelle campagne della provincia, stava passeggiando al guinzaglio insieme ai suoi proprietari. Con loro c’erano anche i due figli della coppia: un bambino di sei anni in bicicletta e una bambina di appena nove mesi nel passeggino.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della stazione di Mogliano, il SUV avrebbe imboccato la strada a velocità sostenuta.
L’auto avrebbe travolto il cane senza rallentare e senza fermarsi dopo l’impatto, allontanandosi rapidamente dal luogo dell’incidente.
Per Otto, purtroppo, le gravi ferite riportate si sono rivelate fatali.
Le indagini hanno portato all’identificazione del conducente
I proprietari del cane hanno sporto denuncia già il giorno successivo ai fatti.
Le indagini, supportate dalle testimonianze raccolte e dagli elementi acquisiti dagli investigatori, hanno consentito ai militari di identificare il presunto responsabile.
Secondo quanto comunicato dall’Arma, si tratta di un 29enne residente a Urbisaglia, denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.
Le ipotesi di reato contestate sono uccisione di animali e violenza privata.
Il dolore della famiglia
Nei giorni successivi all’investimento, la proprietaria di Otto aveva raccontato quei drammatici istanti.
«È successo tutto in pochi secondi. Ho visto arrivare quell’auto e mi sono istintivamente lanciata verso mio figlio che era in bicicletta. Otto è stato investito e trascinato. L’auto ha leggermente sbandato, ma non ha mai frenato. Chi era alla guida ha proseguito la sua corsa senza fermarsi.»
Un racconto che aveva suscitato grande commozione, anche perché la famiglia si trovava interamente sulla strada al momento dell’incidente.
«Eravamo tutti visibili. Non riesco a capire come si possa andare via senza fermarsi almeno per vedere cosa fosse accaduto.»
Otto aveva già conosciuto l’abbandono
La storia di Otto rende questa vicenda ancora più dolorosa.
Il lagotto era stato adottato dopo essere stato recuperato nelle campagne del Maceratese, dove era stato abbandonato.
Aveva trovato finalmente una famiglia che lo amava e con la quale condivideva la vita quotidiana.
La sua morte improvvisa ha lasciato un profondo vuoto nei proprietari e ha commosso migliaia di persone sui social.
Un richiamo al rispetto della vita
Ogni incidente che coinvolge un animale rappresenta una tragedia per chi lo considera un membro della famiglia. Ma ciò che rende ancora più grave un episodio come questo è l’eventuale omissione di soccorso e l’allontanamento dal luogo dell’impatto.
La speranza è che l’accertamento dei fatti permetta di fare piena luce sull’accaduto e che episodi simili contribuiscano a rafforzare una cultura del rispetto, della prudenza alla guida e della tutela degli animali.
Perché dietro ogni cane investito non c’è soltanto un animale, ma una famiglia che perde un compagno di vita.
Credits Foto: corriereadriatico.it


