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Ex veterinario accusato di maltrattamento e uccisione di animali, arriva la condanna

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Condannato oggi dal Tribunale Penale di Ravenna a quattro anni e due mesi di reclusione, oltre che al pagamento delle spese legali in favore delle parti civili e al risarcimento di 5mila euro ciascuna, a titolo di provvisionale: questo è l’esito del procedimento penale nei confronti di Mario Guerra, ex veterinario di Ravenna accusato di diversi reati.

Radiato a inizio febbraio dall’Albo dei Medici Veterinari, Guerra ha alle spalle una vicenda giudiziaria lunga e complessa, relativa a fatti avvenuti tra il 2014 e il 2019. L’inchiesta era iniziata nel 2020, dopo l’eutanasia effettuata su un labrador anziano; da lì, una perquisizione dell’ambulatorio veterinario aveva portato alla scoperta di condizioni igienico sanitarie pessime, fustelle di vaccini false e altre situazioni anomale e contro la legge.

Il processo nei confronti di Guerra è iniziato nel 2023 e l’ex veterinario ha dovuto rispondere a molteplici accuse che vanno dal reato di uccisione di animali per eutanasia non necessaria, al maltrattamento di animali e falsità ideologica (per falsificazione di libretti sanitari), detenzione illegale di farmaci, smaltimento illecito di rifiuti, frode in commercio e reati tributari.

L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), che fin dall’inizio aveva seguito in prima linea la vicenda con successiva costituzione di parte civile nel processo grazie al patrocinio dell’Avv. Anna Vio del foro di Bologna, accoglie con soddisfazione l’esito giudiziario di primo grado. Si tratta di una sentenza importante, frutto di un’istruttoria accurata, che conferma la gravità dei fatti contestati e ribadisce che i reati contro gli animali non possono restare impuniti.

“L’esito di questo procedimento penale è molto importante poiché riguarda reati gravi commessi da un soggetto il cui ruolo professionale avrebbe imposto la tutela degli animali e il massimo rispetto per l’integrità della loro vita e del loro benessere. A questo si aggiunge anche il rispetto dovuto alle loro famiglie, di cui gli animali sono parte integrante.”

Avv. Claudia Taccani, responsabile Ufficio Legale OIPA Italia

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