Inoltre aggiungici come fonte preferita su Google
Doveva essere al sicuro. Invece è morto proprio nel luogo che avrebbe dovuto proteggerlo.
La tragica vicenda di Stitch, un giovane Alano cieco ospitato presso l’Indianapolis Animal Care Services, ha profondamente colpito gli amanti degli animali. Il cane è deceduto dopo essere stato dimenticato all’esterno del suo box durante una giornata di caldo estremo, riportando un gravissimo colpo di calore.
Nonostante il tempestivo intervento dei veterinari, le sue condizioni erano ormai irreversibili. Per evitargli ulteriori sofferenze è stata presa la dolorosa decisione di procedere con l’eutanasia.
Indice Articolo
Doveva restare fuori solo pochi minuti
Secondo quanto riferito dalla struttura, nei giorni caratterizzati da temperature elevate erano già state introdotte procedure specifiche per proteggere gli animali durante le operazioni di pulizia dei box.
I cani avrebbero dovuto rimanere all’esterno solo per il tempo strettamente necessario, evitando qualsiasi esposizione prolungata al sole.
Nel caso di Stitch, però, qualcosa non ha funzionato.
Per motivi ancora oggetto di indagine, il cane è rimasto per diverso tempo nella parte esterna del recinto, sotto il sole e con temperature particolarmente elevate.
La sua condizione rendeva la situazione ancora più delicata: essendo cieco, Stitch aveva maggiori difficoltà a orientarsi e a raggiungere autonomamente la ciotola dell’acqua.
Quando gli operatori si sono accorti di quanto stava accadendo, era già in condizioni critiche.
La corsa dei veterinari non è bastata
Il personale veterinario ha iniziato immediatamente tutte le procedure previste per il trattamento del colpo di calore.
Nonostante gli sforzi, i danni provocati dall’ipertermia erano ormai troppo estesi.
Dopo aver valutato il quadro clinico, i veterinari hanno stabilito che non esistevano possibilità di recupero e hanno scelto l’eutanasia, evitando così al cane ulteriori sofferenze.
Una decisione che ha profondamente colpito anche gli operatori del rifugio.
Il rifugio: “Siamo devastati”
Attraverso una nota pubblicata sui propri canali ufficiali, l’Indianapolis Animal Care Services ha espresso tutto il proprio dolore.
“Ogni anno ci prendiamo cura di migliaia di animali. Quando falliamo nella nostra missione, è devastante per il nostro personale e per l’intera comunità.”
La struttura ha inoltre precisato che Stitch è l’unico cane già presente nel rifugio ad aver perso la vita a causa di un colpo di calore.
Negli stessi giorni erano arrivati anche altri animali con sintomi riconducibili alle alte temperature, ma erano stati soccorsi in tempo e sono sopravvissuti.
Aperta un’indagine interna
La direzione del rifugio ha annunciato l’avvio di un’indagine interna per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Saranno analizzate le responsabilità del personale coinvolto e verranno riesaminate tutte le procedure adottate durante le giornate di caldo estremo, per comprendere perché, nel caso di Stitch, le misure di sicurezza previste non siano state rispettate.
L’obiettivo dichiarato è fare in modo che una tragedia simile non possa più ripetersi.
Il caldo può uccidere in pochi minuti
La morte di Stitch è un doloroso promemoria di quanto il colpo di calore rappresenti una delle emergenze più gravi per i cani durante l’estate.
Anziani, cuccioli, cani brachicefali e animali con disabilità o patologie sono ancora più vulnerabili alle alte temperature.
Bastano pochi minuti di esposizione al sole, senza acqua e senza possibilità di ripararsi all’ombra, perché la temperatura corporea salga rapidamente fino a provocare danni irreversibili agli organi.
Per questo motivo è fondamentale non lasciare mai un cane esposto al sole, anche per tempi apparentemente brevi, e verificare sempre che abbia acqua fresca, ombra e un ambiente adeguatamente ventilato.
Per Stitch, purtroppo, quell’errore è stato fatale. Una tragedia che ricorda quanto ogni attenzione, soprattutto durante l’estate, possa fare la differenza tra la vita e la morte.


