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Dieci cani ridotti allo stremo, senza acqua, senza cibo e infestati dai parassiti. È il drammatico scenario che si sono trovati davanti gli agenti del Corpo Forestale regionale durante un intervento in un’abitazione di Trasaghis, in provincia di Udine. Nonostante il tempestivo salvataggio, uno dei cuccioli è morto poche ore dopo il trasferimento al canile.
La vicenda è ora al centro di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Udine, mentre gli altri animali stanno ricevendo cure veterinarie e assistenza per tentare di recuperare le gravi condizioni in cui sono stati trovati.
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Il sequestro dopo una segnalazione
L’operazione è stata condotta dalla Stazione Forestale di Gemona con il supporto dei veterinari dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC) e del personale del canile comunale di Tolmezzo.
L’intervento è scattato dopo una segnalazione inviata alla Procura dalle guardie ecozoofile dell’Associazione Italiana Sicurezza Ambientale (AISA).
Nell’indagine risultano coinvolte due donne, madre e figlia, quest’ultima intestataria dei cani.
Cani denutriti, senza acqua e infestati dai parassiti
Quando gli agenti sono entrati nella proprietà hanno trovato una situazione definita estremamente grave.
I dieci cani, meticci di taglia medio-grande simili a pastori tedeschi, erano rinchiusi nei cortili senza disponibilità di acqua e cibo.
Gli animali presentavano un evidente stato di malnutrizione, erano infestati da ectoparassiti e avevano numerose lesioni provocate dal continuo grattamento.
Secondo i veterinari intervenuti, le loro condizioni erano incompatibili con un adeguato benessere animale e richiedevano un intervento immediato.
Una mamma allo stremo e cinque cuccioli gravemente debilitati
Tra gli animali sequestrati c’era anche una cagna che stava allattando cinque cuccioli di appena un mese.
La madre appariva fortemente debilitata, con un marcato deperimento fisico, estrema debolezza e atrofia muscolare.
Anche i piccoli mostravano già gravi segni di sofferenza: erano molto deboli, sottopeso e privi di vitalità.
Gli altri cani manifestavano inoltre alterazioni comportamentali che, secondo i veterinari, potrebbero essere riconducibili alle condizioni di degrado e alla prolungata mancanza di cure.
Un cucciolo non è sopravvissuto
Gli animali sono stati trasferiti d’urgenza al canile comunale di Tolmezzo, dove hanno ricevuto le prime cure veterinarie, acqua e alimentazione controllata.
Nonostante il rapido intervento, uno dei cinque cuccioli è morto poche ore dopo il ricovero.
Secondo i veterinari dell’ASUFC, senza il sequestro gli altri animali avrebbero rischiato di fare la stessa fine.
Gli altri nove cani restano affidati alla struttura, dove proseguiranno il percorso di recupero sanitario e nutrizionale.
Scoperto anche un cane morto: disposta l’esumazione
Durante gli accertamenti è emerso un ulteriore elemento che potrebbe aggravare il quadro investigativo.
Nell’area è stato infatti individuato il luogo di sepoltura di un cane morto alcuni giorni prima del sequestro.
Su richiesta dell’ASUFC e del Corpo Forestale regionale, il pubblico ministero ha autorizzato l’esumazione della carcassa.
I resti saranno esaminati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, con sede a Padova, per accertare le cause della morte e verificare l’eventuale sussistenza del reato di uccisione di animali.
Le indagini proseguono
La Procura di Udine dovrà ora ricostruire quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità.
Gli esami veterinari, insieme agli accertamenti del Corpo Forestale, saranno fondamentali per stabilire da quanto tempo gli animali versassero in quelle condizioni e se vi siano ulteriori violazioni della normativa sul benessere animale.
Intanto, i cani sopravvissuti hanno finalmente iniziato una nuova vita.
Dopo giorni, forse settimane, trascorsi senza le cure indispensabili, oggi possono contare sull’assistenza di veterinari e operatori che stanno facendo il possibile per restituire loro salute, fiducia e dignità.
Credits Foto: Udinetoday.it


