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Chi maltratta o abbandona un animale potrebbe non avere mai più la possibilità di adottarne un altro. È questo il principio alla base del Daspo cinofilo, una misura che punta a rafforzare la tutela degli animali impedendo ai responsabili di violenze, incuria o abbandono di tornare in possesso di un cane o di un gatto.
Il nome richiama il Daspo sportivo, il provvedimento che vieta l’accesso agli stadi ai tifosi violenti. In questo caso, però, il divieto riguarda il rapporto con gli animali e rappresenta uno degli strumenti più innovativi nel contrasto ai maltrattamenti.
Il Daspo cinofilo consiste in un provvedimento che può vietare, per un determinato periodo o nei casi più gravi anche in modo permanente, di detenere o adottare animali a chi sia stato riconosciuto responsabile di:
- maltrattamento di animali;
- abbandono;
- gravi forme di incuria o negligenza.
L’obiettivo è evitare che chi ha già dimostrato di essere pericoloso per un animale possa semplicemente procurarsene un altro, magari rivolgendosi a un canile, a un allevamento o a un privato in un’altra città.
Per rendere efficace questo sistema, il Daspo si basa sul SINAC, il Sistema Informativo Nazionale dell’Anagrafe Canina.
Attraverso questa banca dati, gli operatori autorizzati – come servizi veterinari, Comuni, Forze dell’Ordine, canili e associazioni – possono verificare se una persona:
- è stata denunciata o condannata per maltrattamento o abbandono;
- è sottoposta a un provvedimento che le vieta di detenere animali;
- sta tentando di adottare un cane o un gatto nonostante il divieto.
Non si tratta di un elenco pubblico, ma di uno strumento riservato agli enti autorizzati per prevenire nuove situazioni di rischio.
La prima esperienza italiana è partita dal Comune di Nichelino, in provincia di Torino, dove il Daspo cinofilo è stato affiancato a un sistema di controlli più rigorosi sulle adozioni.
L’iniziativa ha suscitato interesse anche in altri Comuni piemontesi, come Torino, Moncalieri e Collegno, mentre a livello nazionale è stata presentata una proposta di legge per estendere il provvedimento a tutto il Paese.
Cosa cambia per chi vuole adottare un animale
Per i proprietari responsabili non cambia praticamente nulla.
Al contrario, il Daspo cinofilo introduce maggiori garanzie per gli animali e per chi opera quotidianamente nel settore delle adozioni.
Tra le principali novità:
- controlli più approfonditi sui futuri adottanti;
- maggiore trasparenza negli affidi;
- possibilità per rifugi e canili di verificare eventuali precedenti;
- riduzione del rischio che gli animali finiscano nuovamente in contesti violenti.
Le associazioni animaliste sottolineano però che il Daspo, da solo, non basta.
Per questo motivo alcune amministrazioni stanno affiancando al provvedimento anche percorsi formativi obbligatori per chi desidera adottare un animale.
L’obiettivo è aiutare i futuri proprietari a conoscere:
- i bisogni etologici di cani e gatti;
- il linguaggio del corpo degli animali;
- la corretta gestione della vita quotidiana;
- la prevenzione dei problemi comportamentali.
Una maggiore preparazione riduce infatti il rischio di adozioni impulsive, restituzioni ai canili e, nei casi peggiori, di abbandoni.
“Non esistono razze pericolose, ma gestioni sbagliate”
Tra gli aspetti più condivisi dagli educatori cinofili e dai veterinari comportamentalisti emerge un principio ormai consolidato: la pericolosità non dipende dalla razza, ma dall’ambiente in cui l’animale cresce e da come viene gestito.
Violenza, isolamento, assenza di socializzazione e metodi educativi coercitivi possono trasformare qualsiasi cane in un animale problematico.
Per questo la prevenzione passa soprattutto attraverso la formazione dei proprietari.
Il Daspo cinofilo viene definito anche uno strumento di prevenzione sociale.
Diversi studi internazionali hanno infatti evidenziato come la violenza sugli animali possa rappresentare un campanello d’allarme di situazioni familiari caratterizzate da aggressività, maltrattamenti o altri comportamenti antisociali.
Intervenire tempestivamente significa quindi non solo proteggere gli animali, ma anche individuare contesti di fragilità che potrebbero coinvolgere bambini, partner o altre persone vulnerabili.
Il Daspo cinofilo rappresenta un cambio di prospettiva importante: non limitarsi a punire chi maltratta gli animali, ma impedire che possa ripetere gli stessi comportamenti.
Se accompagnato da controlli efficaci, formazione e campagne di sensibilizzazione, questo strumento potrebbe contribuire a ridurre abbandoni, violenze e adozioni irresponsabili.
La tutela degli animali passa certamente attraverso pene più efficaci per chi li maltratta, ma anche da una cultura del rispetto che coinvolga tutta la società.
Un cane o un gatto non sono oggetti né proprietà da sostituire quando diventano “scomodi”: sono esseri senzienti che meritano cure, attenzione e una famiglia capace di garantire loro benessere per tutta la vita.
Il Daspo cinofilo va nella direzione di una maggiore responsabilità. Perché chi ha dimostrato di non saper rispettare la vita di un animale, difficilmente dovrebbe avere l’opportunità di affidarsene un altro.


