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Coronavirus e animali domestici: domande frequenti…

Da due anni e mezzo a questa parte non si fa che parlare del maledetto virus che ha scatenato la pandemia di COVID-19.

Una malattia è tanto più complicata da affrontare in quanto caratterizzata da decorsi differenti a seconda dei soggetti.
In alcuni causando solo disturbi lievi, e in altri provocandone di molto seri.

Ed è chiaro che anche chi condivide casa e vita con un animale si ponga non poche domande.

Vediamo di dare risposta ai più frequenti quesiti che riguardano coronavirus e animali domestici…

Gli animali domestici possono contrarre il coronavirus? Rispondiamo a questa e altre domande

Il coronavirus è una zoonosi.
Ciò significa che può essere trasmesso dagli animali agli esseri umani.
Anzi c’è chi ipotizza che la sua origine sia da imputarsi ad un pipistrello.

E gli animali domestici possono contrarlo?
La facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Utrecht ritiene che le probabilità siano estremamente ridotte.
In tutto il mondo, sono pochissimi i cani e i gatti risultati positivi al test.

Anche l’inverso è piuttosto difficile.
Vale a dire: in linea teorica è possibile, ma assai improbabile, che un animale domestico positivo possa contagiare il suo umano.

Ecco altre questioni cui è bene rispondere:
1. l’animale domestico può uscire?
Certo: le possibilità che contragga il virus sono minime (ovviamente l’accompagnatore umano non deve essere positivo o avere sintomi)

2. altre persone possono accarezzare il cane/gatto?
Sebbene le probabilità siano minime, in teoria è possibile che il cane venga contagiato se accarezzato da una persona infetta. Quindi, meglio mantenere le distanze, anche con il cane

3. è bene testare o vaccinare gli animali domestici?
In linea teorica, è possibile. Ma nella pratica i test vengono utilizzati sulle persone. Qualora un animale domestico presenti sintomi e abbia avuto contatti con un soggetto affetto da coronavirus, sarà necessario rivolgersi al veterinario per sapere come procedere.

Animali ai tempi del coronavirus

Durante la prima ondata di coronavirus, i rifugi hanno segnalato un aumento nel numero di animali abbandonati.
Così come si sono registrate vicende assurde con sfortunati protagonisti gli incolpevoli animali, legate proprio alla psicosi da contagio.

Oggi si è capito che il timore di essere infettati dal proprio cane/gatto è del tutto infondato!

Cionondimeno vogliamo soffermarci su due aspetti antitetici.

Se si stanno affrontando difficoltà economiche causate dalla pandemia e non si fatica ad acquistare cibo e altri beni di prima necessità (comprese eventuali cure mediche) per il proprio animale, ci si può rivolgere al banco alimentare zoologico.
Banchi alimentari per animali che esistono in varie città.

Se di contro, trascorrendo più tempo in casa, si avverte il desiderio di accogliere un amico a quattro zampe, ben venga, ma solo se si è pienamente consapevoli di tutto ciò che comporta una scelta del genere.
In termini economici.
Di impegno e tempo.
E di inevitabili rinunce/correzioni che dovranno essere fatte alla propria vita di sempre.

Perché coronavirus e animali domestici è una parentesi (si spera “breve”), ma umani e animali domestici è per sempre!!!

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