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“Ciao Gatto”: il micio mascotte del Cinema Centrale di Imperia portato via da due turisti e soppresso. Presentata una denuncia

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Per vent’anni aveva accolto gli spettatori all’ingresso del Cinema Centrale di Imperia, diventando una presenza amata da intere generazioni di clienti. Ma la sua storia si è conclusa tragicamente: una coppia di turisti lo ha portato via credendolo un gatto randagio e, poche ore dopo, l’animale è stato soppresso in una clinica veterinaria. Ora il proprietario chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto.

Per tutti era semplicemente “Gatto”

Chi frequentava il Cinema Centrale di Imperia lo conosceva bene.

Bianco e nero, dal carattere tranquillo e riservato, Gatto viveva da circa vent’anni nel piccolo giardino interno della storica sala cinematografica. Era diventato una vera mascotte: trascorreva le giornate tra il cortile e l’ingresso del cinema, salutando silenziosamente gli spettatori e facendosi conoscere da residenti e turisti.

Non era un gatto senza famiglia.

Era accudito quotidianamente da Marco Rimbaudo, tecnico del cinema, che da anni si prendeva cura di lui insieme a una veterinaria.

Portato via perché scambiato per un randagio

La sera di lunedì 27 luglio, al termine dell’ultima proiezione del film Odissea, una coppia di turisti avrebbe preso il gatto in braccio e lo avrebbe portato via, convinta che fosse un animale abbandonato e bisognoso di aiuto.

Quando il personale si è accorto della sua assenza, sono iniziate immediatamente le ricerche.

Marco Rimbaudo ha cercato il gatto nei dintorni del cinema, senza alcun risultato.

Le telecamere hanno ricostruito gli ultimi momenti

Solo dopo aver visionato le immagini dell’impianto di videosorveglianza è stato possibile capire cosa fosse accaduto.

Secondo quanto riferito, le telecamere mostrerebbero una donna allontanarsi poco dopo la mezzanotte con Gatto tra le braccia.

A quel punto è stato lanciato un appello sui social nella speranza di rintracciare la coppia e convincerla a riportare il gatto al Cinema Centrale.

Purtroppo, poche ore dopo, è arrivata la notizia che ha spezzato ogni speranza.

Secondo la ricostruzione resa nota dal Cinema Centrale, il gatto sarebbe stato portato in una clinica veterinaria dove è stato soppresso.

Sulla vicenda restano però ancora diversi aspetti da chiarire.

Per questo motivo Marco Rimbaudo ha presentato una denuncia ai Carabinieri, chiedendo che vengano accertati tutti i fatti e ricostruito l’intero iter che ha portato alla morte dell’animale.

Saranno le autorità competenti a verificare eventuali responsabilità.

Un gatto anziano, ma seguito e curato

L’aspetto di Gatto avrebbe potuto trarre in inganno.

Aveva circa vent’anni e soffriva di alcune patologie legate all’età, tra cui un carcinoma al naso e l’artrite.

Tuttavia, secondo chi lo accudiva quotidianamente, era costantemente seguito da una veterinaria e sottoposto a una terapia antidolorifica che gli consentiva di vivere serenamente.

Non era dotato di microchip perché viveva stabilmente all’interno del Cinema Centrale e, secondo i suoi custodi, non si allontanava praticamente mai.

Proprio l’assenza del microchip potrebbe aver contribuito a farlo scambiare per un gatto randagio.

“Ciao Gatto”

All’ingresso del Cinema Centrale è comparso un manifesto con una fotografia del micio e due sole parole:

“Ciao Gatto”.

Sui social, Marco Rimbaudo ha voluto ringraziare tutte le persone che avevano condiviso gli appelli nella speranza di ritrovarlo.

«Grazie a tutti per aver cercato Gatto. Purtroppo non serve più. Saluta la mamma gatto e riposa in pace.»

Parole alle quali ha aggiunto tutto il dolore per una perdita improvvisa.

«Sono triste, amareggiato e molto arrabbiato.»

Una vicenda che invita a riflettere

La storia di Gatto ricorda quanto sia importante, prima di prendere con sé un animale apparentemente solo, verificare se abbia una famiglia o persone che se ne prendono cura.

Molti gatti, soprattutto anziani, vivono stabilmente in cortili, attività commerciali o colonie feline autorizzate e vengono seguiti ogni giorno da volontari e cittadini.

In casi come questi, una segnalazione alla Polizia Locale, ai servizi veterinari dell’ASL o alle associazioni animaliste può evitare errori irreparabili e garantire all’animale l’assistenza più appropriata.

Per Gatto, purtroppo, quella verifica è arrivata troppo tardi.

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