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Chiuso un mattatoio di cani che era pronto per celebrare Yulin. Intervengono gli attivisti.

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Il controverso Festival della carne di cane di Yulin torna a far parlare di sé. In occasione della festa del Solstizio d’Estate infatti, la città di Yulin, in Cina, si prepara alla mattanza di cani, ma contrariamente a quanto si pensa in Occidente, non si tratta di una festa di origini millenarie.

In molti pensano che la festa di Yulin, chiamata “Dog Meat Festival” dai media, soprattutto americani, sia una festa dedicata al consumo di carne di cane con origini antiche. Si tratta invece di una trovata commerciale che risale all’incirca al primo decennio del Duemila e vede protagonisti alcuni commercianti.

Questi hanno scelto di affiancare al consumo di Litchi e liquori, anche la carne di cane.

Sebbene la carne di cane sia stata consumata per un centinaio d’anni in alcune regioni dell’Asia (compresa la Cina), si tratta di un’abitudine oggi accantonata. Sono sempre di più infatti i cinesi che possiedono cani come animali da compagnia. La festa potrebbe essere nata poiché il cane è un animale molto diffuso nei villaggi e nei periodi di scarsità di cibo, sarebbe stato integrato nella dieta in alcune località asiatiche. Secondo la medicina tradizionale cinese il cane possiede poi delle proprietà energetiche tipiche, esattamente come molti altri animali e questo avrebbe spinto la trovata commerciale, atta ad incentivarne il consumo, diretta alle famiglie cinesi in visita a Yulin per il Solstizio d’estate. La festa è invece una tradizione antica che viene celebrata in tutto il mondo, seppur con credenze e caratteristiche differenti.

A pochi giorni dall’inizio di questo evento, previsto per il 21 giugno, circa una ventina di cani è stata liberata. Molti di loro indossavano ancora il collare ed erano animali domestici rubati (un Labrador, ribattezzato An An dai soccorritori, un Beagle ora chiamato Moli e un barboncino a cui è stato dato il nome Lian).

L’associazione cinese Vshine, con il sostegno di Humane World for Animals, ha raggiunto un accordo giuridicamente vincolante con il proprietario del macello in cui erano stati trasportati i quattro zampe, per la chiusura definitiva della struttura.

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