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Un cane trovato senza vita, legato a un albero con un cappio al collo, in un’area boschiva della provincia di Benevento. Una scoperta che ha sconvolto cittadini e associazioni animaliste e che ora è al centro di una denuncia presentata da LNDC Animal Protection, che chiede indagini approfondite per fare piena luce sull’accaduto.
Il ritrovamento è avvenuto tra Luzzano e Airola, nel Beneventano, dove un cittadino ha segnalato sui social la presenza del corpo dell’animale in una zona isolata. Le immagini diffuse hanno rapidamente suscitato indignazione e dolore, rilanciando il tema della lotta contro i maltrattamenti sugli animali.
Indice Articolo
LNDC Animal Protection presenta denuncia
Di fronte a quella che potrebbe essere una delle vicende più gravi degli ultimi mesi, LNDC Animal Protection ha annunciato la presentazione di una denuncia alla Procura della Repubblica competente affinché vengano accertate tutte le eventuali responsabilità penali.
L’associazione ha inoltre chiesto ai Carabinieri Forestali, ai Carabinieri di Airola, alla Polizia Locale di Moiano e all’ASL veterinaria di Benevento di svolgere tutti gli accertamenti necessari.
Tra le verifiche richieste figurano:
- la ricerca dell’eventuale microchip, per identificare il cane e risalire al proprietario;
- l’esecuzione di un esame necroscopico, indispensabile per stabilire con precisione le cause della morte;
- la ricostruzione degli ultimi spostamenti dell’animale e delle circostanze che hanno portato al suo decesso.
«Se confermato, sarebbe un atto di inaudita crudeltà»
«Le immagini diffuse sono sconvolgenti e raccontano una vicenda che non può lasciare indifferenti», ha dichiarato Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection.
Secondo l’associazione, se gli accertamenti dovessero confermare che il cane è stato deliberatamente legato e abbandonato fino alla morte, ci si troverebbe di fronte a un episodio di estrema crudeltà che richiede una risposta investigativa rapida e rigorosa.
Il microchip potrebbe essere decisivo
Uno degli elementi ritenuti fondamentali dagli investigatori sarà verificare la presenza del microchip.
Se l’animale fosse identificabile, sarà possibile risalire al proprietario e ricostruire gli ultimi movimenti del cane. Qualora, invece, il microchip fosse assente, gli inquirenti dovranno chiarire se si trattasse di un cane vagante oppure se qualcuno abbia volutamente evitato la sua identificazione.
L’esame veterinario sarà inoltre determinante per stabilire se il decesso sia stato causato direttamente dal cappio, da un prolungato stato di abbandono o da altre circostanze.
Appello ai cittadini: «Ogni dettaglio può essere utile»
LNDC Animal Protection invita chiunque abbia informazioni utili a collaborare con le autorità.
L’associazione chiede a chi abbia notato movimenti sospetti nella zona nei giorni precedenti al ritrovamento, oppure riconosca il cane, di contattare immediatamente le forze dell’ordine o di scrivere all’indirizzo avvocato@lndcanimalprotection.org.
Anche un dettaglio apparentemente insignificante potrebbe contribuire a identificare il responsabile.
«Un cane non può morire così»
LNDC ha annunciato che seguirà da vicino l’evoluzione dell’indagine e valuterà di costituirsi parte civile qualora venga avviato un procedimento penale.
«Un cane non può morire così, nel silenzio di un bosco, legato a un albero come se la sua vita non avesse alcun valore. Chi si è reso responsabile di questo orrore dovrà risponderne davanti alla giustizia. Lo dobbiamo a questo animale e a tutti quelli che ogni giorno subiscono violenza senza poter chiedere aiuto», conclude Piera Rosati.
Un caso che riaccende il tema dei maltrattamenti sugli animali
Oltre all’individuazione del responsabile, questa vicenda riporta l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della denuncia dei reati contro gli animali. Segnalare tempestivamente situazioni sospette, garantire l’identificazione degli animali tramite microchip e sostenere il lavoro delle forze dell’ordine e delle associazioni rappresentano strumenti fondamentali per contrastare episodi di violenza come questo e assicurare che i responsabili vengano perseguiti.


