Inoltre aggiungici come fonte preferita su Google
A Borgo Mezzanone, nell’area di Foggia, l’allarme per i cani randagi non è più rimandabile. Tra baracche e strade sterrate, volontari e operatori di una Ong che assiste i migranti hanno segnalato cucciolate continue e animali divorati da zecche, pulci e rogna. A mobilitarsi sono stati i volontari dell’associazione “A Largo Raggio”, che dopo giorni di solleciti formali inviati via PEC alle istituzioni competenti, senza ricevere risposte, hanno iniziato da soli le prime cure. In poche ore sono riusciti a trattare circa 40 cani con antiparassitari e terapia di supporto, portando anche cibo e acqua. Ma nelle campagne e negli insediamenti limitrofi restano ancora molti animali da intercettare, mentre il degrado sanitario cresce e mette a rischio benessere e sicurezza.
Indice Articolo
Emergenza sanitaria tra i randagi di Borgo Mezzanone
Nel territorio di Borgo Mezzanone la proliferazione incontrollata delle cucciolate ha reso l’area un focolaio di parassitosi: le infestazioni da zecche e pulci, unite alla scabbia sarcoptica comunemente definita rogna, determinano ferite, prurito incessante, dimagrimento e sofferenza diffusa. Le condizioni igieniche precarie e l’assenza di un piano continuativo di recupero, sterilizzazione e profilassi alimentano un circolo vizioso difficile da spezzare. Senza un intervento coordinato, gli animali più fragili – cuccioli e femmine gravide – restano esposti a malattie e incidenti, mentre la convivenza con la comunità locale si fa tesa e complicata, tra paura, compassione e inevitabili criticità di ordine pubblico.
L’intervento dei volontari: farmaci, cibo e prime cure
“A Largo Raggio” ha acquistato a proprie spese compresse masticabili come NexGard, pipette spot-on e spray Frontline per i cuccioli, iniziando una campagna di trattamenti porta a porta nei punti più critici. I volontari riferiscono di aver già trattato una quarantina di cani, distribuendo anche croccantini e carne, idratando gli animali più debilitati e monitorando i casi più urgenti. Parallelamente, hanno offerto stalli temporanei per le degenze post sterilizzazione con somministrazione di antibiotico, in attesa che gli enti preposti attivino un calendario di catture, microchippature e rientri controllati sul territorio. Il lavoro di rete con chi vive e opera nell’area si è rivelato decisivo per mappare i branchi e programmare i prossimi passi. Un grazie a Giacomo e Camilla e a chi sul posto ha aperto le porte con ospitalità.
Numeri e priorità
La conta, però, è solo l’inizio: per ogni cane trattato ce ne sono altri da raggiungere, e senza un piano di recupero stabile il rischio è di tornare al punto di partenza nel giro di poche settimane. Servono catture sicure, visite veterinarie, profilassi antiparassitaria periodica e campagne di sterilizzazione capillari, così da frenare le nascite e ridurre il carico di sofferenza. Fondamentale anche la sensibilizzazione della cittadinanza alla adozione responsabile e agli stalli temporanei, strumenti che liberano posti e risorse per i casi clinici più gravi. Grazie alla collaborazione di residenti e migranti, la mappatura del bisogno avanza, ma l’urgenza impone decisioni rapide e operative.
Appello a istituzioni e cittadini di Foggia
Dal gruppo arriva un messaggio netto: Comuni e ASL veterinarie di Manfredonia e Foggia devono attivarsi con urgenza, coordinando catture, ricoveri e cure secondo le procedure vigenti. Le PEC inviate sono rimaste senza riscontro per una settimana, mentre sul campo la emergenza cresce. L’associazione assicura supporto con stalli post operatori e personale volontario, ma chiede un tavolo operativo che metta a sistema risorse pubbliche e private. A chi vive in provincia si rivolge l’invito a offrire stalli o a intraprendere un’adozione consapevole: ogni famiglia che apre la porta a un cane vulnerabile accelera la soluzione e sostituisce le critiche con mani che aiutano davvero.


