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Era andato a fare una passeggiata nei boschi sopra il paese dove vive in provincia di Bergamo, quando qualcosa è andato storto: 13 cani lo hanno aggredito e gli hanno martoriato una gamba.
I cani non erano soli: si trovavano accompagnati da due donne e un uomo, ma erano stati lasciati liberi.
L’effetto branco e poi l’attacco. Questo pensionato di 72 anni di Cusio, se l’è vista brutta e ha dichiarato che sporgerà denuncia. Guai per i padroni degli animali, colpevoli di non aver saputo gestire i cani correttamente, i quali avrebbero poi attaccato alla gamba il malcapitato.
“Doveva venire con me anche il mio nipotino” —dice l’uomo durante un’intervista rilasciata dall’ospedale, “ma per fortuna non c’era“. Ancora, “se fossi caduto per terra mi avrebbero sbranato“.
Una passeggiata finita in tragedia quindi e che avrebbe potuto concludersi in modo peggiore se i padroni degli animali non fossero riusciti ad allontanare i cani.
Addentrarsi nei boschi è diventato sempre più pericoloso a causa di episodi di questo tipo. Tantissimi sono i padroni di cani che dimenticano le normative nazionali e regionali che tutelano non solo gli escursionisti, ma anche la fauna selvatica. I cani vanno infatti sempre mantenuti al guinzaglio sia nei boschi, che sulle passeggiate e nelle zone protette.


