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Coda del cane: problemi e anatomia

coda del cane

Ad un occhio poco attento la coda di Fido potrebbe sembrare semplicemente un “appendice”, ma in realtà essa riveste un ruolo essenziale, e purtroppo può essere soggetta anche a incidenti più o meno gravi oltre che a varie patologie.

Scopriamo insieme la coda del cane, i problemi a cui può andare incontro, le funzioni che assolve, e prima di ogni cosa la sua anatomia.

Com’è fatta la coda del cane

La coda è un prolungamento della colonna vertebrale e come tale contiene al suo interno delle ossa.

Il numero di ossa, o meglio vertebre, è variabile (infatti abbiamo code più o meno lunghe), oscillando in media tra le 5 e le 23.

Le vertebre in questione sono rivestite da muscoli che consentono movimenti fluidi verso l’alto, il basso e lateralmente.

Alcuni di questi muscoli, inoltre, controllano i movimenti di intestino e vescica.

All’esterno la coda di ciascun cane è ricoperta da uno strato di pelle e di pelo identici a quelli del resto del corpo.

Rispetto alla forma, ogni razza ne ha una propria: lunga e affusolata, conica, allungata con estremità arricciata a forma di uncino, etc.

I cani “nuotatori”, quelli che sono adatti ai lavori in acqua come i Labrador Retriever, ad esempio, possiedono una coda corta e tozza rispetto alla lunghezza del corpo.

Questo le consente di muoversi con estrema agilità anche nelle situazioni più difficoltose.

Cani con la coda “a falce”, quindi con l’estremità leggermente arricciata, sono l’Akita Inu, il Siberian Husky, l’Alaskan Malamute, la cui anatomia è perfetta per sopravvivere e lavorare nei climi rigidi, dal momento che evita dispersioni di calore.

Il Fox Terrier l’ha leggermente curvata, mentre Collie e Pastore Tedesco hanno una forma a sciabola.

Comunque, la maggior parte dei cani ha la coda lunga o di media lunghezza.

A questi si affiancano i cani brachiuri, cioè quelli che nascono con la coda molto corta come ad esempio il Bobtail, e i cani anuri, ovvero quelli che nascono senza la coda come lo Shipperke.

Problemi alla coda del cane

Dal momento che la coda svolge un’importantissima funzione comunicativa (e ne abbiamo ampiamente parlato in questo articolo) e un altrettanto centrale ruolo rispetto all’equilibrio, sia durante la corsa che nei cambi di direzione, è bene averne particolare cura.

Essa è ricca di arterie e vene, ma anche di nervi direttamente connessi al midollo.

I problemi più comuni che possono colpirla comprendono:

  • abrasioni: ferite superficiali che determinano la caduta del pelo nell’area specifica; è sufficiente disinfettare, e nei casi più seri applicare una crema antibiotica
  • ferite da colpi: i risultati sono gonfiore, contusione e talvolta rottura; e non riconosciuta in tempo la tumefazione, potrebbe portare all’amputazione della coda
  • fratture: derivanti da incidenti domestici frequenti (coda schiacciata dalle ruote dell’auto, chiusa nella porta di casa o inopportunamente tirata). Quelle lievi che interessano le estremità normalmente guariscono da sole e sono percepibili come un leggero indurimento; quelle più gravi richiedono l’intervento del veterinario che può procedere all’amputazione
  • lesioni ai nervi: se non curate potrebbero provocare l’incontinenza dell’animale
  • coda da stallone (si manifesta soprattutto nei cani non castrati): si tratta di un’infiammazione della parte superiore della coda, a pochi centimetri dalla sua base, dove esiste un discreto numero di ghiandole sebacee; sotto gli stimoli ormonali, queste producono sebo in eccesso, si infiammano, si infettano e danno fastidio e dolore al tatto. Tra i sintomi: pelo untuoso, depositi scuri lungo il pelo, alopecia, cattivo odore, forfora, arrossamento della cute. Per la cura sono necessari: prodotti specifici per la riduzione del sebo; in presenza di infezioni antibiotici o antimicotici; in alcuni casi una piccola incisione chirurgica
  • cold tail – coda fredda: una particolare miopatiache colpisce i muscoli della coda dei cani da lavoro o da caccia (pointer, setter, labrador, beagle e foxhound), che si manifesta con rigidità, assenza di movimento e scodinzolio. Si tratta di un evento passeggero (qualche giorno al massimo), consistente in uno spasmo (dalle cause non meglio precisate) che provoca un forte dolore. È sufficiente anche il solo riposo
  • stenosi degenerativa lombosacrale (SDL): patologia di carattere neurologico che colpisce esemplari di media e grossa taglia in età adulta (pastore tedesco, boxer, rottweiler, dobermann, dalmata le razze maggiormente colpite) e può insorgere verso i sette anni. Si tratta di una malattia multifattoriale che, con andamento cronico-progressivo, produce a livello di giunzione lombosacrale una stenosi del canale vertebrale, determinando la compressione di una o più radici nervose e un quadro clinico di dolore che può comprendere anche zoppia, trascinamento delle zampe, coda costantemente abbassata, paresi.

E con questo abbiamo concluso la conoscenza della coda del cane, dei suoi problemi e delle sue caratteristiche anatomiche…

 

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