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In sempre più comuni italiani vige la regola di ripulire la pipì del proprio cane dai muri degli edifici e dai marciapiedi, soprattutto durante la stagione estiva. Con il caldo intenso infatti, l’odore può diventare un problema per tutti i residenti, padroni di cani e non.
Quando si porta il proprio cane a spasso è diventato obbligatorio, oltre a raccogliere gli escrementi, anche portare con sé un goccio d’acqua per evitare di sporcare le strade di urina, la quale con il caldo tende a rilasciare odore pungente e sgradevole.
Per la sana e civile convivenza, molti comuni hanno dato il via a queste nuove ordinanze, ma qualcuno si domanda se si tratti di pratiche realmente efficaci.
L’acqua da sola non può contrastare la diffusione di batteri e germi, ma stiamo parlando di strade, quindi luoghi calpestabili dove il problema ovviamente non si pone. L’acqua da sola aiuta a prevenire la formazione sgradevole dell’odore, diluendo la pipì, ma può non bastare.
Resta però severamente vietato l’utilizzo di detersivi e prodotti chimici che possono danneggiare gli ecosistemi acquatici se finiscono nei tombini comunali.
Se l’acqua non dovesse bastare, si può utilizzare un goccio di aceto bianco, disinfettante naturale. Non si tratta comunque di un obbligo per i padroni dei cani.


