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Gaggiano (Mi), Lombardia – Ha il muso aerodinamico e il corpo sottile di chi è stato creato
per intrattenere la classe operaia di inizio ‘900 troppo povera per permettersi le corse dei
Cavalli. È una SNAP DOG (SNAP = SCATTO). Si chiama Demetra, “classe 2005”, ed è
probabilmente uno dei Whippet più anziani d’Italia (e forse del Mondo…).
Demetra ha smentito la sua razza fin da subito. A dispetto di chi immagina i Levrieri tutto
scatti e velocità, lei è sempre stata “slow” . Saggia, pacata, riflessiva, discreta, mai sopra le
righe. I primi cinque anni li ha passati come fattrice: una vita da cane col pedigree, fatta di
cucciolate e non di divani. Poi l’adozione e l’inizio della sua seconda vita.
“È una creatura veramente speciale, quasi un non-Cane” racconta Elisabetta Gerosa, che
vive con lei a Gaggiano. “Mi è entrata nel cuore fin dalla prima volta che l’ho vista nel
contesto dove viveva. È venuta con me ovunque in questi 13 anni. Ha partecipato anche ad
incontri in contesti olistici e spirituali. Di rado l’ho vista inseguire una preda e molto più
spesso sedare le liti tra i suoi simili. Si è fidata ed affidata a me fin da subito. Insieme siamo
una cosa sola.”
Non è un cane fisico, non cerca il contatto continuo. La sua presenza è altro. È stare al
fianco, in silenzio. È esserci. Chi conosce i Levrieri sa che la fiducia si conquista piano.
Demetra l’ha data tutta, subito, e non l’ha mai ritirata.
A 18 anni (compiuti il 2 Maggio u.s.) per un Levriero ogni giorno è un record. La media di vita
per la razza si ferma intorno ai 12-14 anni. Lei li ha stracciati tutti. Lo ha fatto senza clamore,
come ha sempre vissuto: adattandosi. Ai pavimenti scivolosi risolti con un tappeto da Yoga,
all’artrosi tenuta sotto controllo con integratori e cucce morbide, all’incontinenza gestita con
“teli da mare” recuperati in ogni dove, al freddo che per un levriero è sempre troppo grazie
ad una vasta gamma di maglioncini e cappottini (anche su misura).

Oggi Demetra dorme molte ore al giorno, come è giusto che sia. Vede e sente meno, fatica
a camminare, mangia a più riprese e si gode il suo angolo sicuro e tranquillo in casa. La sua
particolarità è quella calma regale che ha portato in tutti i contesti nei quali ci siamo trovati.
Una calma che oggi, da grande anziana, diventa una lezione di vita. Insegna che si può
invecchiare con grazia. Che la resilienza non fa rumore. Che “slow” non vuol dire assente.
Vuol dire presente in un altro modo.
Non ha più nulla da dimostrare. Ha già vinto la sua corsa più importante: quella del tempo,
vissuto da sempre insieme alla sua compagna Elisabetta.
E se un giorno qualcuno chiederà cosa rende speciale un Levriero, basterà raccontare di
una nonna di 18 anni che è stata creata per correre ma ha scelto di accompagnare.



