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A volte capita che i cani adottati dal canile vengano rispediti in struttura, ma il problema è di tipo caratteriale del cane o è colpa nostra?
Gli studi confermerebbero la seconda ipotesi e nello specifico dimostrerebbero che il problema delle adozioni fallite, sono le aspettative umane.
Ci si immaginano lunghe passeggiate, sintonia, tante belle foto e un mondo di amore, ma non è sempre così. Cani con storie traumatiche spesso non si adattano nell’immediato e sono necessari anni per la loro integrazione. Quando questa avviene potrebbe non essere “ideale” come l’avevamo immaginata.
Un cane del canile ha un passato che spesso è difficile da ricostruire e ancor di più da “curare”. Caricare il quattro zampe di aspettative positive rischia di indebolire il legame che andiamo a costruire con lui passo dopo passo.
Ci si dimentica poi che l’integrazione può essere lenta e un cane può impiegare anche anni prima di adattarsi davvero alla nuova casa e alla nuova famiglia. A tal proposito, Il dato che colpisce, è che il 22% dei cani è stato restituito entro i primi tre mesi dall’adozione. La scarsa pazienza è quindi un fattore letale che uccide il rapporto riportando i cani nell’incubo del canile troppo presto.
Foto: PxHere


