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Salute

Ecco qual’è per l’aspergillus la terapia canina più efficace 

aspergillus terapia

L’aspergillosi figura tra le malattie fungine che possono colpire Fido che, rovistando tra le foglie marce e la terra umida, può inalarne le spore.

Queste, dopo un periodo di incubazione, originano la malattia, che può essere nasale o diffusa.

La prima è localizzata nel naso, e si manifesta con starnuti, dolore e gonfiore localizzato, sanguinamento dal naso, secrezione giallo-verde resistente agli antibiotici, diminuzione dell’appetito, possibile scolorimento della pelle del naso.

La forma disseminata invece provoca dolore spinale o zoppia, e infiammazione del midollo osseo e delle ossa, oltre a febbre, perdita di peso, vomito, e anoressia.

Vediamo in caso di aspergillus la terapia da adottare per il cane, dal momento che i rimedi casalinghi sono sconsigliati, e l’infezione non curata può intaccare il sistema nervoso centrale.

Aspergillus: la terapia orale indicata per Fido

È importante che la diagnosi avvenga quanto prima possibile; a tal fine sono utili:

  • radiografia
  • tac
  • rinoscopia
  • biopsia del tessuto
  • esame delle feci
  • esame del sangue.

Per quanto concerne i farmaci per questa micosi del cane si comincia da quelli orali, come l’itraconazolo, che però presenta una serie di inconvenienti:

  • non riesce a penetrare nelle placche fungine ed ucciderle
  • provoca alcuni effetti collaterali, come vomito, nausea, dolori addominali, e talvolta gravi ulcere alla pelle e insufficienza epatica
  • in femmine gravide può causare anomalie fetali e aborto spontaneo
  • nonostante ne vadano somministrati 10 mg per ogni chilo di peso, il farmaco è disponibile solo in capsule da 100 mg
  • alcuni cani richiedono un trattamento anche di 3 anni prima di poter sospendere
  • si tratta di una terapia piuttosto costosa, per la posologia, la durata e il prezzo sul mercato.

Altro farmaco adoperabile è il ketoconazolo che a differenza di quello di cui sopra distrugge le membrane delle cellule fungine, e tuttavia:

  • viene metabolizzato nel fegato e in alcuni casi può causare danni epatici (per fortuna reversibili con l’interruzione del trattamento
  • può provocare nausea, vomito e cambiamento di colore del pelo
  • nelle femmine in gravidanza può causare anomalie fetali
  • la dose consigliata va fino a 40 mg/kg/die (un Labrador di 30 kg richiede una dose di 2 compresse da 200 mg, 3 volte al giorno)
  • la somministrazione dovrebbe avvenire in combinazione con l’amfotericina B (il farmaco da solo non si è dimostrato particolarmente soddisfacente).

A proposito di amfotericina B permette di combattere infezioni fungine di ogni genere, anche di natura sistemica; tuttavia, non viene assorbito per via orale ed è efficace solo per via endovenosa. Inoltre può causare insufficienza renale, e il suo dosaggio andrebbe aumentato gradualmente.

La cura più efficace per combattere l’aspergillosi canina

Il trattamento orale non è comunque il più efficace, soprattutto se paragonato al raschiamento diretto (rimozione di tessuto) delle cavità nasali: la procedura va eseguita in anestesia generale, somministrando 50-60 ml di clotrimazolo 1% tramite dei piccoli cateteri inseriti chirurgicamente nelle cavità nasali, che dopo un’ora viene drenato dal naso.

Dopo 7-14 giorni le placche fungine sono debellate per l’85-95% dei pazienti; in caso contrario dopo 1 mese dopo è possibile ripetere la procedura e risolvere definitivamente il problema.

 

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