Rottweiler



Il rottweiler è un cane forte ma che allo stesso tempo sa essere da compagnia: ecco tutti i lati di questo splendido molossoide...

Cane Razza RottweilerIl Rottweiler è un cane dalla storia lunga e difficile e che, come molti altri cani, principalmente molossoidi di grossa taglia, è stato ed è ancora al centro di pregiudizi causati da tragici fatti di cronaca che hanno fatto nascere disinformazione. Il rottweiler non è neppure nato come cane da combattimento, ma lo è diventato in seguito quando si è venuti a conoscenza della forza nella sua mandibola; ben altra storia è stata quella iniziale del rottweiler, un cane dalle mille qualità, capace davvero di tutto pur di restare fedele al suo padrone…

La vera storia del Rottweiler

Ormai molte, troppe persone danno per scontato che il Rottweiler, cane dalle origini tedesche, sia stato seezionato attentamente solo per il combattimento (che è stato legale in tutto il territorio europeo per un periodo). In primo luogo, proprio per la faccenda della legalità, bisogna ricordare che erano rari combattimenti cane contro cane, ma più che altro venivano prediletti, visto che la folla ne era più entusiasta, combattimenti tra cani e animali molto più grossi e, se adeguatamente addestrati, più pericolosi, come i leoni e gli orsi. Solo quando i combattimenti divennero illegali si dovette, per forza di cose, scegliere di far combattere soltanto i cani fra di loro, perché trasportare un orso od un leone nel “pit” (l’arena) o esportarli sarebbe stato davvero troppo complicato nei veicoli comuni e sarebbe stato scoperto facilmente. Chiusa la parentesi sui combattimenti, per ben altri scopi nasce il rottweiler, e soprattutto almeno inizialmente non viene selezionato per mantenere la razza. Sul fiume Neckar sorgeva una bella cittadina tedesca chiamata Rottweil dove un branco di cani era stato abbandonato: in tutta la Germania era ricca di molossoidi, non necessariamente appartenenti ad una razza specifica, e da questi particolari incroci di un unico branco nacquero numerosi cuccioli che già all’epoca somigliavano molto al rottweiler attuale. I macellai del territorio si resero conto dell’importanza che dei cani forti, in grado di tenere fermi gli animali più grossi da macellare mentre questi venivano uccisi (per esempio il bue), potevano avere nel percorso della macellazione, e fecero in modo non solo di salvaguardare i cani che erano già presenti, ma di farne nascere altri tutti uguali. Un lavoro di selezione fai-da-te che fece diventare questi anonimi molossoidi come “cani da macellaio“, ed in seguito, soltanto in seguito, rottweiler (rottweiler = di Rottweil). Sempre ai macellai e ai pastori tornarono utili questi cani, per la guardia alle mandrie o ai magazzini. Necessario precisare che i primi esemplari di pura razza, selezionati proprio per passione e per ottenere una razza pura più che per continuare a far nascere cani utili per la cittadina, si ebbero a Stoccarda, dove degli allevatori appassionati di questi esemplari scelsero di farli conoscere a livello europeo. Fu lì che nacque il vero Rottweiler e soprattutto il vero, unico successo di questa razza: la straordinaria bellezza e la territorialità che lo trasformava in un cane da guardia adatto anche alla vita in famiglia, combinato al fatto che a differenza del Mastino tibetano (da cui, lontanamente, discende) e degli altri molossoidi non sbavava affatto, lo fecero diventare anche un cane di famiglia, capace di vivere in appartamento, pur essendo anche amante del giardino. Ovviamente, nonostante tutte le qualità anche allora spiccate da “cane da famiglia”, il rottweiler venne scelto per un lungo periodo solo ed unicamente per la sua capacità di fare la guardia alle abitazioni pur restando sufficientemente docile con i membri della famiglia, e completamente sottomesso e disposto ad uccidersi (molteplici le storie di rottweiler sacrificatasi per salvare il nucleo familiare da qualunque tipo di calamità) pur di difendere la sua famiglia con chi sapeva veramente educarlo.

Educazione e carattere del Rottweiler

Il carattere del Rottweiler è quello tipico dei molossoidi. È un cane dolce e straordinario con i suoi proprietari ed eccezionale anche con i bambini, ma brillante difensore che può arrivare addirittura ad essere spietato se gli viene insegnato a fare il cane da guardia. La vera aggressività del rottweiler verso gli estranei, quella che non permette assolutamente a nessuno di introdursi nella proprietà, va stimolata per essere presente, ma è innegabile che ci sia una territorialità ed un istinto al controllo totale della propria abitazione da parte del rottweiler, che accetta gli sconosciuti solo se, varcando il cancello della propria casa, vengono accettati dal suo proprietario. Addestrare un cane a fare la guardia, ancor di più se è un cane che combina forza caratteriale a forza fisica, non è una cosa molto semplice e possono essere tanti gli errori irreversibili che si compiono durante il percorso, ed è per questo che molto spesso si rende necessario rivolgersi ad un educatore cinofilo competente.  Oltre ad essere predisposto alla guardia, il Rottweiler è anche un ottimo cane da difesa e sebbene sia difficile da immaginare, anche da pista. Questo cane ha davvero mille qualità ma anche caratteriali: è leale, fedelissimo, un cane strepitoso con la sua famiglia e anche con le persone che non conosce a patto che non si introducano nel suo territorio. L’educazione dev’essere ferma ma dolce, come si deve fare con tutti i molossoidi, ma bisogna avere un carattere altrettanto forte come quello del cane: mai lasciarsi prendere dal panico, scoraggiarsi o mettersi a sbraitare verso il cane, perché con il rottweiler le urla servono a poco, anzi, secondo i ragionamenti canini dimostrano soltanto la debolezza del proprietario che non riesce ad imporsi in altro modo se non con le dimostrazioni di forza. Un vero capobranco lo è perché viene scelto, il cane sceglie da chi essere comandato, e non se lo lascia imporre mai: il capobranco non impone, il capobranco da’ per scontato che verrà seguito e rinnova continuamente questo suo pensiero, perché sa (è già consapevole) di essere il più autoritario ed il migliore del branco.

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